Azienda Scollo: “Una storia d’amore e di fico d’india”

Il successo vero di un’azienda arriva quando le nuove generazioni decidono di portare avanti i sacrifici delle generazioni precedenti

Quella che vi raccontiamo oggi è una storia d’amore e di fico d’india. I protagonisti sono Franco Mazzone e Nella Scollo, motivati dal sogno di creare un’azienda pulita e destinata alla produzione di cibo di qualità.

Le origini dell’Azienda Scollo di Pedagaggi, ha radici profonde. Raccontano i due protagonisti mentre ci mostrano i terreni , durante una visita insieme alla nostra presidente Luce Pennisi. Terreni in cui oggi vengono coltivati i prodotti di una Sicilia laboriosa ed eccellente.

Siamo a Carlentini, uno dei polmoni produttivi di Sicilia.

“Nel 1980 non avevano un lavoro stabile, dopo la nostra “fuitina” dovevamo accettare impieghi saltuari. C’era un bimbo in arrivo e inizialmente decidemmo di comprare un terreno, facendo fede a quella saggezza antica che vedeva nella Terra l’unica vera e sola Forza. Acquistammo così due “tumuli” di terreno. Uno sforzo non indifferente che si rivelò fruttuoso fin dà subito. Negli anni successivi abbiamo investito, pian piano, altro denaro su altri terreni, e questo ci ha permesso di creare in seguito l’azienda agricola”.

Per comprare la Terra ci sono voluti tanti sacrifici e un’attività diversa complementare. Infatti, per anni Franco e Nella hanno gestito un’autoscuola in città. Tuttavia con onestà ed entusiasmo, la famiglia Mazzone – Scollo ebbe subito la fiducia dei clienti, soddisfatti sempre più dalla genuinità dei prodotti.
Il loro lavoro inizialmente non aveva orari, né festività.


Ma il successo vero di un’azienda arriva quando le nuove generazioni decidono di portare avanti i sacrifici delle generazioni precedenti.

Ad affiancare i fondatori, ereditando una passione senza limiti, oggi sono i figli. Chiara, una laurea magistrale in Scienze e Tecnologie Agrarie (Ramo Economico), divide le sue giornate tra i controlli sui campi, per acquisire esperienza e apprendere le tecniche di lavoro dai genitori, e la gestione del web occupandosi interamente dell’ E commerce, degli ordini e della spedizione di quest’ultimi. SI occupa inoltre della comunicazione e della gestione dei social media.

Oggi tutti i nostri prodotti sono biologici. Gli uliveti sono gli unici in conversione. Tra un anno avremo la certificazione anche per questi”.

Chiara ha portato l’azienda in linea con le tendenze del momento. Ha applicato le proprie competenze economiche e di marketing all’esperienza e alla solidità della tradizione agricola dei suoi genitori. Pronta a conquistare gran parte del mercato. Ha partecipato al progetto Erasmus per giovani imprenditori dell’Unione Europea ed ha studiato 4 mesi a Cambridge. Insomma, una ragazza che sembra la rappresentazione umana dell’Etna. Un’esplosione di positività, energia e tanta, tanta  determinazione.

L’azienda si sviluppa in 15 ettari. Agrumi, uva, olive, fico d’india.
Tutto viene coltivato e sviluppato con metodi naturali, riducendo al minimo l’utilizzo di agenti chimici.

“Abbiamo prodotto tremila litri di mosto da trasformare in vino. Ad oggi contiamo più 800 piante di fichi d’india. Vantiamo di un discreto numero di ordini e grazie all’ E commerce siamo arrivati oltre i confini regionali, ricevendo tanti complimenti. I commenti sul nostro sito ci incentivano sempre più ad andare avanti.  Nonostante i sacrifici che questa comporta, non abbiamo alcuna intenzione di tradire la scelta biologica, anche se il convenzionale porta maggiore resa di raccolto”.  Ci raccontano entusiasti Nella e Franco.

Obiettivo: Accorciare sempre di più la filiera produttiva.
I prodotti arrivano dal campo alle tavole dei consumatori nel minor tempo possibile.

 

Questo è il nostro obiettivo – dicono i proprietari dell’azienda – fornire ai clienti il prodotto appena raccolto. Ormai la spedizione ci permette di coprire buona parte del territorio nazionale in modo molto celere. Le arance e i fichi d’india vengono spediti lo stesso giorno della raccolta. Non conserviamo i prodotti in frigo, ma li spediamo immediatamente”.

Cercano di ridurre ogni spreco. Proprio come si faceva una volta. Il loro metodo di irrigazione gli permette di risparmiare anche l’energia elettrica.

“Ci riforniamo da una fonte a pochi metri dal nostro terreno, un metodo che ci consente di avere sempre a disposizione l’acqua per le nostre piante”.

Chiara ha due fratelli, Sebastiano e Dario: “Uno è pilota, l’altro gestisce l’autoscuola e di tanto in tanto dà una mano. Un giorno, ne sono sicura, – afferma Chiara – torneranno tutti qui per ampliare il lavoro dell’azienda agricola. (e gli occhi di Nello e Franca, ve l’assicuriamo, diventano umidi, ndr)”.

 

Il fico d’india, il frutto che spiega, meglio di ogni altro, cosa significa vivere in Sicilia. Assaporare straordinarie dolcezze. Ingoiare spigolosità difficili da digerire. Imbattersi nelle spine per non averne paura.  Non tutti sanno che zona di Carlentini è zona di fico d’india. A Pedagaggi, infatti , il paesino che siamo andati a visitare, sabato 12 e domenica 13 ottobre ci sarà la Sagra della Mostarda di Fico D’india.
Come mai avete iniziato a coltivarlo?

 

“Avevamo un vuoto nel mese di ottobre, coltivandolo abbiamo completato il ciclo produttivo ottenendo grande successo considerata la richiesta sempre crescente di fico d’india nell’alta cucina. Per la commercializzazione del frutto si aspetta nella maggior parte dei casi la seconda fioritura, al termine della quale il prodotto è più appetitoso, più dolce ed è quello più richiesto. I clienti, spesso, preferiscono aspettare un po’ di più, perché sono consapevoli che per ogni prodotto ci vuole il momento giusto. E’ necessario che un prodotto completi l’intero ciclo produttivo per offrire le sostanze nutritive e risultare qualitativamente elevato”.

Tra i prodotti coltivati anche le arance rappresentano uno dei punti di forza dell’azienda:

Produciamo circa 250 mila kg di agrumi, il Navel funziona bene, pure il Tarocco a polpa rossa. Con l’e-commerce stiamo sviluppando il rapporto con i vari mercati locali al di fuori della Sicilia. Questo grazie alla tesi di laurea scritta da Chiara che ha analizzato il comportamento del consumatore in merito ai prodotti agroalimentari maggiormente acquistati on line”.  Afferma orgoglio Franco.

L’azienda è in continua espansione. Idee e progetti non mancano:

“Vogliamo creare un laboratorio per trasformare il prodotto coltivato, mantenendo un’impostazione sempre artigianale. Guadagneremo di meno, faremo più sacrifici, ma i clienti ci apprezzeranno ed è questo quello che conta. Ci teniamo a loro, tanto che spediamo le foto che illustrano i vari passaggi della maturazione, della raccolta e della commercializzazione. Accorciando la filiera i consensi aumentano”.

 

Il distacco tra agricoltore e consumatore quindi si riduce notevolmente. Questo ci riporta a più di 40 anni fa, dove il contatto diretto tra chi acquistava cibo e chi lo coltivava era fondamentale. Ci si fidava sempre del contadino, che in se aveva una conoscenza infinita. Questo ritorno al passato, viene arricchito da una maggiore competenza delle nuove generazioni e supportato da una tecnologia elevata. Il tutto dona al processo produttivo una maggiore qualità.

 

In quest’ottica di sinergia e ritorno al passato, l’azienda Scollo decide di legarsi al circuito Veg Sicilia che promuove, appunto, una cucina vegetale che da valore al km 0, ai produttori locali e ai loro prodotti e alla stagionalità di quest’ultima. Decidono di unirsi a questa rete, grazie al consiglio di un altro produttore associato e dopo l’ennesima sollecitazione del figlio Sebastiano, il pilota, che da anni insieme alla moglie ha intrapreso una scelta alimentare totalmente vegetale. Abbiamo scoperto essere uno dei fan più attivi della nostra associazione.

La vita ha più fantasia di noi“. Conclude la nostra presidente.

 

Giovanni Finocchiaro

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