Palermo: una corsa di solidarietà per il ristorante Verdechiaro

Il locale veg friendly di Nello Occhipinti è stato danneggiato dallo scoppio di una bombola di gas alla vigilia dell'inaugurazione, dopo una lunga ristrutturazione

Verdechiaro riaprirà i battenti. A Palermo s’è scatenata una corsa di solidarietà d’altri tempi dopo che il locale veg friendly di Nello Occhipinti è stato danneggiato in modo grave lo scorso 30 settembre, dallo scoppio accidentale di una bombola di gas proprio alla vigilia dell’inaugurazione.

 

Nello, distrutto dal dolore e scampato per una serie di fortunate coincidenze a tragiche conseguenze, adesso parla con rinnovato ottimismo. L’entusiasmo per il rinnovato locale che doveva aprire al pubblico da lì a due giorni, si è arrestato improvvisamente ma è ripartito dopo giorni di incredulità e sconforto. Giorni durissimi che sta superando anche grazie alla vicinanza di amici e degli esercenti che fanno lo stesso lavoro.
Palermo e tutta la Sicilia ha risposto porgendo mani solide, sincere. Mettendo a disposizione ogni mezzo per far sì che un professionista come lo chef Occhipinti possa ricominciare, insieme alla sua famiglia, il lavoro per cui ha studiato e si è perfezionato anno dopo anno.

 

“È stato uno scoppio accidentale – racconta – per la fuoriuscita di gas da una bombola. Lo scoppio ha causato l’incendio della cucina e ha fatto crollare i controsoffitti che erano in legno: avevamo finito di lavorare, di sistemare tutto. Le quattro vetrine sono esplose. Io ero dentro, stavo sistemando un quadro nell’ultima stanza e non so chi mi ha guardato da lassù. Il quadro, incollato col silicone, è stato catapultato per strada: io sono uscito illeso. Erano le 18.30, due giorni dopo avremmo aperto l’attività al pubblico”.

Il racconto di Nello, un uomo fortissimo, è lucido e al tempo stesso drammatico:
Di mattina ho ordinato la bombola e quella che avevo in uso è rimasta attiva. Si presume che la bombola perdeva e non ce ne siamo accorti, in cucina stavo scaldando i ceci, da lì l’incendio. Questo è quello che sono riuscito a ricostruire. Chi era in cucina per fortuna si era concesso un momento di pausa, e grazie a Dio hanno scelto quel momento”.

Emerge, in un quadro sfortunato, anche un particolare incredibile ma vero, che ha salvato la vita della famiglia di Nello: “Alla vigilia dell’apertura, mia figlia ha avuto anche un incidente in viale Regione Siciliana. Ed è stata ricoverata a Villa Sofia, cosi Daniela, mia moglie, è andata subito li. Se mia moglie e mia figlia fossero state nel locale sarebbe successa una tragedia. Avevo anche liberato due ragazze che erano state lì a lavorare, poco prima dello scoppio”.

Un incidente, lo sottolineiamo. Perché subito dopo lo scoppio sono state azzardate mille ipotesi, anche quella del dolo. Nulla di tutto questo. Ogni giorno si fa un passettino in avanti e Nello, con tutta la crew di Verdechiaro sperano che l’incubo possa svanire in fretta:
Mi fa stare male che si dica che c’è stato dolo, pizzo, mafia…In realtà è stata solo sfortuna – ribadisce Nello – si generalizza e lo voglio sottolineare. Grazie ai miei amici, alle persone che conosco (e anche a chi non conosco) ho il coraggio. Grazie a mia moglie e a mia figlia riaprirò presto. Sì, riaprirò, Dobbiamo farlo. Il ristorante è tutta la mia vita e l’attività verrà riaperta”.

Oggi la gente si ferma davanti quelle vetrine chiuse e sigillate con le carte del sequestro e cerca di dare conforto: “L‘altro giorno un signore ha parcheggiato la propria auto davanti al locale e ci ha abbracciati. Non lo conoscevo, ci ha raccontato di avere comprato spesso gli arancini. Erano buonissimi, a suo dire, e ci ha incoraggiati. Per me è stata una spinta notevole, abbiamo ricevuto aiuti fuori dall’Italia di gente che non conosciamo e sono davvero commosso”.

Si vorrebbe ripartire subito, ma bisogna superare, tutti i cavalli burocratici, tra documenti, ispezioni assicurative e molto altro: “Mi piacerebbe riaprire domani, serve che il sequestro cautelativo faccia il suo corso, non ci sono danni strutturali nel condominio: servono controlli, serve ricostruire, c’è da parlare con l’assicurazione”.
Una piccola pausa e Nello ringrazia ancora:
Lì dentro, dove ora ci sono macerie, albergano i sacrifici di una vita e non mi sono potuto godere la nuova apertura condividendola con i clienti che mi aspettavano. Mi aspettano ancora, perché mi scrivono sempre. Devo dire grazie a tutti. Abbiamo bisogno di ognuno di voi anche solo delle vostre parole. Non è vero che la Sicilia è uno schifo. I colleghi ristoratori, circa sei, faranno una serata per Vederchiaro, una serata di solidarietà. Pensi che bel gesto. Che bellezza gli essere umani”.

 

ph. chef Martino Beria

L’opera di ricostruzione va avanti. I sindacati sono in azione, Verdechiaro ha bisogno di tecnici, di avvocati, si devono sbloccare le banche. Noi di Veg Sicilia facciamo appello alla vostra solidarietà, economica, morale e pratica. Qui c’è gente onesta che nonostante la tragedia non si abbatte e vuole ricominciare. Perché quella di Nello, Daniela e Alice è una missione, una vera vocazione.  Aspettavamo tutti la riapertura del locale, per assaggiare le novità vegetali che con grande supremazia Nello Occhipinti ci proponeva. Lo chef Martino Beria si unisce alla Solidarietà e all’appello: “sono vicino alla famiglia di Nello, che ho conosciuto personalmente in una delle mie visite in Sicilia durante un corso con Veg Sicilia a Palermo. Ho assaggiato una moussakà veg deliziosa, equilibrata e che niente aveva da invidiare a quella tradizionale. Sono certo che tutto si sistemerà. E gli auguro che questo accada il prima possibile”.

Passerà tutto, Verdechiaro vivrà di nuova luce (verde chiara appunto) e sarà ogni giorno piena di amici e clienti che stanno aspettando la nuova inaugurazione. Veg Sicilia è vicina alla grande famiglia Occhipinti e parteciperà alla riapertura del locale ed è parte attiva insieme ad altre realtà palermitane nella promozione della raccolta fondi (sotto il link per fare un’offerta, anche piccola).

 

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Luce Pennisi

 

 

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