Associazione Culturale Vegetariani e Vegani Siciliani

Carnismo: la D.ssa Melanie Joy ci spiega perchè non è nominato

Il carnismo è un sistema di oppressione. È avvallato da ingiuste forze di potere e causa danni inutili a miliardi di individui.

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Melanie Joy, si è laureata in psicologia ad Harvard e insegna psicologia e sociologia alla University of Massachusetts, a Boston. Relatrice di grande fama, è l’autrice del libro: “Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche”.
Ha ricevuto l’ Institute of Jainology’s Ahimsa Award. Il suo lavoro è apparso su numerosi media, tra cui la BBC, Germany’s ARD, ABC Australia, the New York Times e Spiegel Online. La D.ssa Melanie Joy ha presentato la propria relazione sul carnismo in cinque continenti.
È inoltre la fondatrice e la presidentessa dell’organizzazione nota come: Beyond Carnism (ex Carnism Awareness & Action Network) e del progetto Karnismus erkennen (per i paesi di lingua tedesca).

Cosa è il carnismo

Il carnismo è quel sistema di credenze invisibili (ideologia) che condiziona le persone a mangiare certi animali. Il carnismo è essenzialmente l’opposto del veganismo, in quanto “carn” significa “carne” o “della carne” e “ism” si riferisce ad un sistema di credenze.

Poiché il carnismo è invisibile, la gente raramente si rende conto che mangiare gli animali è una scelta piuttosto che un dato di fatto. Nelle culture carniste di tutto il mondo, le persone in genere non pensano al motivo per cui mangiano certi animali ma non altri. Ma quando mangiare gli animali non è una necessità, che è il caso di molte persone nel mondo di oggi, allora è una scelta  e le scelte derivano sempre dalle proprie credenze.

Melanie Joy

Finché rimaniamo ignari del modo in cui il carnismo ci condiziona, non saremo in grado di fare liberamente le nostre scelte alimentari perché senza consapevolezza non esiste scelta libera.

Perché il carnismo non è stato nominato finora?

Una ragione è che è semplicemente più facile riconoscere quei sistemi di credenza che vanno fuori dalla corrente principale (ad esempio, vegetarianismo o veganismo).

Una ragione molto più importante, però, è che il carnismo è un sistema di credenze dominante: è così diffuso che i suoi principi e le pratiche sono considerati il ​​senso comune, “il modo in cui si trovano le cose”, piuttosto che una serie di opinioni diffuse. La polarizzazione carnistica è incorporata nelle fondamenta della società  (quando si studia l’alimentazione, ad esempio, si studia la nutrizione carnistica)

Il carnismo è anche un sistema di credenze violento: è organizzato attorno a una intensissima, estesa e inutile violenza verso gli animali. Anche la produzione delle cosiddette carni bio, delle uova e dei prodotti lattiero-caseari sfrutta gli animali. Insomma, il carnismo è un sistema di oppressione. È avvallato da ingiuste forze di potere che causa danni inutili a miliardi di individui.

Difesa Carnistica

Il carnismo è in contrasto con i valori umani fondamentali, valori come la compassione e la giustizia. La maggior parte delle persone non sosterrebbe volentieri la violenza inutile verso altri esseri senzienti. Pertanto, il carnismo, come altri sistemi violenti, usa una serie di meccanismi di difesa che distorcono i nostri pensieri e bloccano la nostra naturale empatia. In questo modo può agire contro i nostri valori senza che noi ci rendiamo pienamente conto di ciò che stiamo facendo. In altre parole, il carnismo ci insegna come non sentirsi. Le difese carnistiche nascondono le contraddizioni tra i nostri valori e comportamenti.

Rifiuto

La difesa primaria del carnismo è la negazione: se neghiamo che esiste un problema, non dobbiamo fare niente. La negazione è espressa in gran parte attraverso l’invisibilità e il modo principale per il carnismo di rimane invisibile è rimanere senza nome. Se non lo denominiamo, non possiamo metterlo in dubbio. Ma non è solo il sistema che deve rimanere invisibile. Lo devono restare anche le sue vittime: i trilioni di animali da allevamento che rimangono fuori dalla vista e quindi dalla coscienza pubblica.

Giustificazione: le 3 N

Un’altra difesa carnistica è la giustificazione. Impariamo a giustificare il mangiare gli animali imparando a credere ai miti di carne, uova e latticini come necessari alla salute umana. Questi miti si esprimono in gran parte attraverso le tre enne della giustificazione: mangiare gli animali è normale, naturale e necessario.

Distorsione cognitiva

Il carnismo utilizza un insieme di difese che distorcono le nostre percezioni di carne, uova e latticini e degli animali che mangiamo. Noi impariamo a vedere gli animali da allevamento come oggetti (si parla di un pollo come qualcosa, piuttosto che qualcuno) e come astrazioni, prive di ogni individualità o personalità (un maiale è un maiale e tutti i suini sono gli stessi). Creiamo categorie rigide nelle nostre menti per creare sensazioni diverse e compiere comportamenti diversi verso specie diverse (ad esempio, le vacche sono da mangiare e indossare e i cani sono i nostri amici).

 

In generale  le difese del carnismo sono potenti e fragili allo stesso tempo. Esse hanno un potente impatto su di noi quando non siamo consapevoli che esistono. E perdono gran parte del loro potere quando sono rese visibili. Quando le riconosciamo possiamo fare scelte alimentari che riflettono ciò che autenticamente pensiamo e sentiamo. E non quello che ci è stato insegnato a pensare e sentire.

La scelta vegetariana non è un regime alimentare ma l’espressione di un sistema di valori che porta dall’apatia all’empatia, dall’oppressione alla giustizia.

Melanie Joy

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