Tutti i (non) formaggi vegetali sono buoni per la salute?

Dott. Baiunco, riflessione su grassi saturi,poli insaturi, saturi idrogenati,trans

L’apporto nutrizionale che il cibo di tutti i giorni ci fornisce è la risultante di un mix di sostanze, più o meno elaborate, atte a confezionare, secondo le mode, i gusti e le soddisfazioni del nostro palato, qualcosa di accattivante e che faccia vendere il prodotto. Come ad esempio i formaggi vegetali.

Non sempre il cibo preparato definito “vegetale o vegano” è strettamente collegato con il nostro benessere fisico ed in sintonia con la nostra futura salute.

In passato la scienza medica attribuiva ai grassi saturi un ruolo importante per il nostro corpo. Ma lentamente nel tempo tale ruolo (dubbiamente positivo) è stato totalmente abbandonato. Oltre ad un’elevata probabilità di favorire le malattie degenerativa cardio vascolare, alcuni grassi saturi favoriscono le malattie tumorali.

Olio di palma eliminato

Ne è un esempio la forte campagna mediatica condotta contro l’olio di palma, indiscriminatamente prodotto ed utilizzato da oltre 40 anni nella preparazione industriale di alimenti. Tale azione ha ottenuto risultati positivi, infatti ha contrastato il suo precedente e diffuso utilizzo. L’olio di palma è stato eliminato dalla quasi totalità dei preparati industriali della GDO.
Ma sorge spontanea una domanda: cosa lo ha sostituito?

Dalla padella alla brace

La risposta è facilmente reperibile nella composizione degli alimenti che fa bella mostra nelle etichette. Ossia, una miriade di oli e grassi vegetali saturi più o meno idrogenati.

Quindi siamo passati “dalla padella alla brace” ossia il nostro apporto di grassi saturi non è variato ma spesso è qualitativamente peggiorato.

La relazione fra la composizione dei cibi e il nostro stato di salute è sempre più alla mercè delle multinazionali che hanno l’unico obiettivo di fare facilmente profitto. Siate certi che la bilancia pende sempre verso il loro lato, mai accade il contrario.

La spinta mediatica che giornalmente ci circonda ha fatto leva sull’assenza dell’olio di palma fondando il suo fulcro su leggi di marketing che sfruttano la notizia negativa verso una nuova produzione che purtroppo non ha nulla di positivo.

No grassi saturi

A tal proposito l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) ha puntualizzato che i grassi saturi dovrebbero essere sostituiti da quelli polinsaturi. Come quelli contenuti nell’olio d’oliva, poiché i rischi correlati con le malattie cardio vascolari sono palesemente dimostrati.

La malattia cardiovascolare rappresenta la principale causa di morte nel mondo (nel 2016 oltre 17 milioni di decessi). Pertanto è raccomandata una riduzione nell’assunzione di grassi saturi trans inferiore all’uno percento.

In parole povere, con questa tipologia di grassi, assumiamo cibo ossidato ossia “arrugginito” e tossico per le nostre arterie. Purtroppo, sia nella preparazione di alimenti a basso costo, sia in alimenti che si fregiano del bollino vegano tali prodotti sono predominanti.

Attenzione ai formaggi vegetali industriali

Quindi ad esempio un “non formaggio” vegetale assemblato totalmente con grassi vegetali saturi, i quali spesso provengono da processi industriali di lavorazione con solventi chimici, risulta essere più nocivo che salutistico.

Inoltre, oltre ad essere una sorgente di steroli pronti all’uso quindi a basso spreco di energia metabolica per la sintesi endogena del colesterolo, ha effetti diretti fortemente negativi per il rivestimento interno delle nostre arterie.

Leggere le etichette è la nostra migliore arma di difesa

Affidarsi al simbolo: vegetale, vegano, naturale 100% etc senza girare la confezione e leggere gli ingredienti, costituisce un grave errore nel processo decisionale che ci guida all’acquisto.

Non bisogna farsi dissuadere dai termini usati nella composizione, spesso di difficile interpretazione, aiutandosi con internet o con la facile lettura della tabella nutrizionale. Si può prendere coscienza immediatamente della quantità di grassi saturi, in quanto la quantità viene indicata.

Infine, anche se presenti in minima quantità, se derivanti per esempio dall’olio di oliva extravergine usato nella preparazione essi saranno non nocivi.

Il valore del cibo

Cibo vegano, sostituiti vegetali, non rappresentano automaticamente una versione salutistica del prodotto che andiamo a sostituire (formaggi, burger, cotolette, etc). Anzi, spesso né rappresentano una versione ancora peggiore, salvata soltanto dalla scelta etica del prodotto. Allora se pensiamo che la scelta etica possa essere separata da quella salutista e ambientale, abbiamo ancora strada per comprendere il valore del cibo, sia da un punto di vista nutritivo che simbolico.

Dott. Gaetano Baiunco

 

Gaetano Baiunco, cardiologo vegano ”Deleterio assumere grassi animali”

 

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