Associazione Culturale Vegetariani e Vegani Siciliani

Miglio: benefici e proprietà di un cereale quasi dimenticato

Il suo nome botanico è Panicum miliaceum

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Miglio. Riguardo le origini esistono varie ipotesi. C’è chi la attribuisce all’Asia centrale, chi al Medio Oriente anche se l’India sembra essere il paese più attendibile.Viene coltivato in India, Nigeria e Cina.

Storia

Nel Medioevo fu considerato un valido sostituto della carne per l’alto contenuto di proteine, soprattutto nei periodi di astinenza dal consumo di prodotti carnei che la Chiesa stabiliva.In Italia fu la fonte primaria di sostentamento durante il 1378 con l’assedio dei Genovesi a Venezia. In Veneto, Lombardia  e Trentino dal miglio furono realizzati piatti tipici per molti secoli.

La coltivazione del miglio avviene in zone dal clima temperato tra la primavera e l’estate va raccolto prima della maturazione perchè la pannocchia si sgrana facilmente. Il miglio è mietuto anticipatamente e trebbiato dopo la completa essiccazione.

Proprietà

Tra gli usi principali il miglio viene consumato sotto forma di farina che, miscelata alla gomma arabica, permette l’impasto dei prodotti da forno lievitati data l’assenza di glutine.

Infatti il miglio è un alimento adatto ai celiaci e agli intolleranti al glutine o grano.

Essendo un cereale alcalinizzante il miglio viene e impiegato moltissimo nell’alimentazione macrobiotica e nella medicina tradizionale cinese per le sue proprietà riscaldanti.

Tra le proprietà nutrizionali da attribuire al miglio al primo posto viene riconosciuto l’elevato contenuto di proteine ad alto valore biologico oltre ad un’altissima  concentrazione di cistina e metionina.

Il miglio è  ricco di vitamina A, E e PP e vitamine del gruppo B, in particolar modo di niacina, B6, acido folico, calcio, ferro, potassio, magnesio e zinco.

 

Percentuale di micro e macro nutrienti presente in 100 g di miglio
(USDA Food Composition Databases)

 

Glucidi 72,85%
Proteine 11,02%
Lipidi 4,2%
Ferro 3,5%
Calcio 8 mg%
Potassio 285%
Zinco 1,68%
Calorie 368%

Grazie al contenuto di acido salicilico il miglio è un ottimo alleato della benessere di unghie e capelli. Inoltre la colina e la lecitina in esso contenuto lo rendono particolar mente adatto nei casi di gravidanza e allattamento. In convalescenza e lavori sedentari, negli anziani.

E’ adatto nell’alimentazione dei bambini a partire dal 7° al 12° mese, dal quale realizzare delle pappe nutrienti e leggere.

Un recente studio ha individuato il miglio come un potenziale inibitore dell’enzima coinvolto nella sintesi tiroidea. Per questo motivo esso non dovrebbe essere consumato in elevate quantità in caso di patologie legate alla tiroide.

Gli usi in cucina

Il miglio, per la sua elevata quantità di grassi, se ridotto in farina ha tempi di conservazione minori rispetto al chicco, pertanto è consigliabile macinarlo al momento.

Non richiede ammollo e viene cucinato con un rapporto di 1 tazza di miglio e 3 tazze d’acqua. Come ci insegna la cucina macrobiotica, dopo essere sciacquato sotto l’acqua corrente, viene tostato nella pentola di cottura. Appena i chicchi di miglio saranno asciutti ed emaneranno il loro profumo tipico, viene versata l’acqua. Si procede con la cottura a fuoco lento e pentola coperta fino a quando il chicco non avrà assorbito tutta l’acqua.

Può essere utilizzato in svariati modi: è un ottimo sostituto delle uova per le sue caratteristiche leganti, può rendere cremoso un ripieno. Può essere cucinato come le polpette o le crocchette oppure essere l’ingrediente principi di un buonissimo latte vegetale. Si presenta in commercio sotto forma di farina, chicco intero e decorticato. Fiocchi, cereale soffiato, latte vegetale, pane, pasta e prodotti da forno.


Fonti:
1.L. Proietti, S. Bietolini I primi 1000 giorni, manuale di alimentazione naturale e fisiologica, Macro, Cesena, 2016, p.119
2.Meloni A. et al, ”Stretta correlazione tra tiroidite autoimmune e malattia celiaca nei pazienti in età pediatrica”, in J Pediatr 2009; Epub ahead of print.

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