Nutrigenomica: il cibo dialoga con il nostro dna e potrebbe modificarlo

Si apre una nuova frontiera scientifica, il nostro patrimonio genetico non è immutabile.

DNA e alimentazione

Esistono dei concetti che è necessario conoscere prima di intraprendere un regime alimentare, indipendentemente da quale esso sia. Il cibo non è semplicemente un mezzo per nutrirci ma è tradizione, cultura, convivialità, storia e piacere. Infatti la parola dieta deriva dal greco δίαιτα, dìaita: modo di vivere rivolto alla salute.

I motivi di una dieta sana sono molteplici anche se, in tempi moderni, la parola dieta viene associata spesso alle calorie che assumiamo.

In realtà i motivi di una dieta sono anche altri, per esempio:

  • l’aumento della massa muscolare
  • un’alimentazione adatta a chi pratica sport a livello agonistico o amatoriale
  • la prevenzione di malattie o la presenza di patologie particolari in affiancamento col medico curante
  • educazione alimentare
  • nutrirsi per contrastare i segni dell’età.

Quindi, mettiamo da parte per un attimo la “prova costume” e cominciamo a pensare ad un regime alimentare adatto a noi, che ci faccia star bene con noi stessi e con gli altri, che ci aiuti a prevenire le malattie (metaboliche, cardiovascolari, oncologiche, tra le più importanti) e che migliori le nostre prestazioni fisiche e psicologiche.

A questo scopo ci vengono incontro la Nutriceutica e la Nutrigenomica

 

La prima è la scienza che studia come la costituzione genetica (DNA) può modulare la risposta verso i nutrienti.
La Nutrigenomica, invece, è la scienza che studia come i nutrienti possano influenzare l’espressione genica. (Per esempio il curry ed il tè verde aiutano a prevenire l’Alzheimer).

NutrigenomicaIl Prof. Pierluigi Rossi (laureato in Medicina e Chirurgia, Specialista in Scienze dell’Alimentazione, Igiene e Medicina Preventiva, Docente presso l’Università degli Studi di Bologna) afferma nelle sue conferenze e pubblicazioni come il calcolo delle calorie giornaliere ci renda prigionieri di un mondo scientifico che non esiste più poiché è ormai superato.

Quello delle calorie rappresenta un modello culturale e innaturale che antepone il cibo al corpo. Si tratta di un linguaggio che il nostro corpo non è in grado di capire.

Il corpo e le cellule reagiscono all’arrivo al loro interno delle molecole nutrienti con molteplici e contemporanee reazioni biochimiche, ormonali e genetiche.

Secondo Rossi:  “Ogni volta che mangiamo, il nostro patrimonio genetico entra in funzione per gestire l’arrivo e l’utilizzo dei nutrienti. Nessuna caloria entra all’interno della cellula”.

In altri termini: il cibo dialoga coi nostri geni. I geni influiscono sul modo in cui il nostro organismo assimila i nutrienti; essi, a loro volta, riescono ad influenzare l’espressione dei nostri geni.

Con lo stile di vita, l’alimentazione, il movimento, noi riusciamo a cambiare l’epigenoma e la costanza produrrà risultati, nel bene e nel male.

Quei cambiamenti non spariscono: sono conservati quando le cellule si dividono durante la vita e possono essere trasmessi ai figli.
A questo punto possiamo decidere il regime alimentare che ci è più consono tenendo presenti alcuni parametri generali: bere molta acqua, mangiare frutta e verdura cotta e cruda (50%), proteine sane (25%) carboidrati (25%).



Simona Camiolo
Classe 1967. Nata a Lodi,vive ad Arezzo,sposata e mamma di 3 figli.
Diplomata in Lingue e laureata in Relazioni Pubbliche e Discipline amministrative presso IULM di Milano. E’ vegana e viene in pace.
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