I test genetici che ci aiutano a vivere meglio, nutrigenetica

Esistono alcuni test del DNA legati all'alimentazione per individuare il Profilo Genetico Nutrizionale

Se è vero – come è vero – che noi siamo quello che mangiamo, è importantissimo individuare i cibi più affini alle nostre predisposizioni genetiche e quali sono i più idonei o meno tollerati. Di questo si occupa la genetica della nutrizione o nutrigenetica.

A tal scopo esistono alcuni test del DNA legati all’alimentazione per individuare il Profilo Genetico Nutrizionale

Test di Intolleranza al Lattosio: permette l’individuazione della predisposizione ad un alterato metabolismo del lattosio, zucchero contenuto nel latte e nei suoi derivati.

Metabolismo della Vitamina D: riduzione della capacità di assimilare e di utilizzare la proteina. La vitamina D è coinvolta non solo nel metabolismo del calcio ma anche nelle patologie cardiovascolari, nella sindrome metabolica, nell’insorgenza dell’obesità. Inoltre studi di laboratorio hanno dimostrato che la vitamina D svolge potenzialmente un’attività preventiva del cancro e ne rallenta lo sviluppo. (Fonte A.I.R.C.)

Test di Intolleranza al Glutine: individualizzazione della predisposizione alla celiachia sia in soggetti con specifica sintomatologia che in quelli asintomatici.

Metabolismo dell’Acido Folico (MTHFR): L’acido folico è fondamentale in molte fasi della vita della vita della donna ( menarca, gravidanza, menopausa) ed in altre condizioni come ad esempio le patologie cardiovascolari.

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Metabolismo dei Lipidi: indicato per chi ha valori elevati di colesterolo e/o trigliceridi con tendenza all’aumento di peso e per chi fatica a perderlo. In caso di familiarità con le malattie cardiovascolari.

Obesità: Individuazione della predisposizione genetica al sovrappeso, alla difficoltà nel perdere peso o a mantenerlo. E’ un test molto legato alla prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Metabolismo degli zuccheri: questo screening, condotto soprattutto in giovane età, permette di attuare strategie nutrizionali preventive per contrastare l’insorgenza del diabete.

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Test legati all’attività sportiva

Rischio infiammatorio: Questa predisposizione comporta un aumento dei tempi di recupero dopo lo sforzo. Un’intensa attività sportiva infatti può far aumentare il rischio di infiammazione generalizzata.

Rimozione Acido Lattico (MCT3): è indice dell’affaticamento muscolare e condiziona quindi sia l’intensità della prestazione che il recupero.

Rischio tendinopatie/lesioni: sintesi di collagene condiziona il rischio di tendinopatie e lesioni.

Attività antiossidante (SOD3): lo stress ossidativo condiziona sia la prestazione che il recupero. Una buona attività antiossidante una migliore prestazione ed un più rapido recupero.

E’ consigliabile affidarsi ad un nutrizionista, il quale stilerà un’anamnesi, valuterà la composizione corporea tramite bioimpedenziometria, vi indicherà il test nutrigenico di cui necessitate ( specifico o generico). Infine vi proporrà un piano alimentare personale sulla base di evidenze nutrigenomiche.

Per esempio, nel caso il test MTHFR / Acido Folico risultasse positivo e quindi nel paziente fosse ostacolato il processo di riparazione del tessuto muscolare,  verranno sconsigliati caffeina, cioccolato, carne rossa e frutti di mare. Al contrario il paziente verrà incoraggiato a consumare agrumi, broccoli, cavoli, legumi, lievito di birra, kiwi e verdura a foglia verde.

Ringraziamenti: Dott.ssa Monica Castrichini, biologa nutrizionista



Simona Camiolo
Classe 1967. Nata a Lodi,vive ad Arezzo,sposata e mamma di 3 figli.
Diplomata in Lingue e laureata in Relazioni Pubbliche e Discipline amministrative presso IULM di Milano. E’ vegana e viene in pace.
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