It’s time for nature. Se aiutiamo la natura e l’ambiente, salviamo noi stessi da altre pandemie.

L'appello a cambiare stile e rispettare la natura è stato lanciato anche dalle Nazioni Unite.

Lo slogan diventa attuale, specie adesso che si ricomincia a vivere fuori da casa dopo la pandemia. A livello mondiale, dunque, la giornata dell’Ambiente (5 giugno) è stata lanciata con uno slogan che rispecchia la realtà e i desideri del momento. “It’s time for nature”  è stato argomento di dibattito e non soltanto tra coloro che hanno la sensibilità di rispettare il Pianeta, ma anche tra coloro che, dopo la fase acuta del Coronavirus vogliono rimodulare la propria vita e le proprie abitudini.

L’appello a cambiare stile e rispettare la natura e l’ambiente è stato lanciato anche dalle Nazioni Unite (ONU).
Si è discusso molto delle nostre scelte quotidiane: dalla scelta alimentare, che parte da una spesa consapevole, al riciclo dei materiali che – al contrario – se abbandonati provocano un danno incalcolabile. Basti pensare alla plastica. 

Le ricadute sul pianeta sono devastanti, ma adesso è necessario cominciare anche dai gesti che sembrano banali o non utili. Ma che, invece, diventano fondamentali. Questione di mentalità. A volte, scusateci, anche di buona educazione. L’ambiente e la natura siamo noi e le nostre scelte, anche le più piccole. C’è un filo rosso che collega tutti gli uomini a tutti gli esseri senzienti e non dell’intero Pianeta.

Il 2020 è un anno dedicato alla biodiversità e all’acquisizione di una maggiore consapevolezza. Un ecosistema sano protegge l’essere umano e gli animali dalle malattie, diventa un ostacolo per la diffusione di virus. Pensate alla riduzione dell’inquinamento che effetto sortirebbe e non solo nell’uomo, per le generazioni presenti e future.

 

Perché si vuole preservare la biodiversità?
Le specie vegetali e animali sono migliaia e rischiano la totale estinzione, bisogna invertire la rotta per tentare una “ripresa”. Piccoli gesti, dicevamo. Come quello – automatico – del fare la spesa.

 

Cosa preferisco mangiare?
Un cibo che non rispetta l’ambiente? Che impoverisce le risorse naturali? E che, non dimentichiamolo, comporta anche l’aumento della temperatura dell’intero Pianeta. Un cibo che nasce dall’uccisione di un essere vivente?

 


Pensiamoci bene prima di portare qualcosa sulla nostra tavola.
Pensiamoci bene, dunque, prima di giudicare e di agire.

Giovanni Finocchiaro

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