Associazione Culturale Vegetariani e Vegani Siciliani

Non sostenibilità: non solo danno ambientale ma anche psicologico

La Psiche di tutti è legata alla Terra

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Dopo gli anni 50 con lo sviluppo esponenziale della tecnologia e della scienza si assiste ad una trasformazione radicale della  società contemporanea. Il consumismo dilaga e l’essere umano diventa funzionale ad un sistema produttivo che si basa sulla quantità e non sulla qualità. Le cose hanno più importanza delle relazioni, lo spazio perde in funzione del tempo e della sua ottimizzazione, e l’apparire trionfa rispetto all’essere.
Tutto diventa grande: la distribuzione, i guadagni, la dimensione a discapito del locale, artigianale e comunitario.

Si diffonde un sistema produttivo che facendo leva su aspetti basilari della natura umana, quali il possesso e l’emulazione, ne crea altri falsi e illusori. Come la convinzione sempre più grande di sostituire i beni materiali all’affetto e la soddisfazione. Non c’è più un dittatore fisico ma un sistema produttivo ed economico che “detta” la sua legge e costringe in modo sempre più subdolo tutti gli individui a sottomettersi.
L’uomo diventa merce e in quanto tale considera ogni cosa allo stesso modo: persone, natura, bellezza.

Commercializzazione della moralità

I mercati cominciano cosi ad orientare i bisogni umani, mentre prima erano i bisogni ad orientare il mercato. Si assiste ad una sempre maggiore commercializzazione della moralità, concetto ampiamente trattato dal filosofo sociologo polacco Zygmunt Bauman scomparso nel Gennaio di quest’anno. Secondo il celebre studioso, il mercato di oggi si propone in maniera sempre più preoccupante come un mezzo per il soddisfacimento delle esigenze morali .

La tecnologia ha profondamente cambiato la nostra vita. Se da un lato ha apportato tantissime cose positive, dall’altro ha creato danni irreversibili, facendo sentire l’uomo sempre a lavoro. Lavoriamo a tempo pieno con l’ufficio sempre in tasca e abbiamo sempre meno tempo per noi e per i nostri cari. Facendo leva sulla mancanza di tempo, il mercato ci spinge a sostituire questo con altri desideri e beni e cibo da acquistare e produrre. Per sfamare e dimostrare attraverso beni e prodotti, l’affetto e il tempo che manca per noi e per i nostri familiari.

L’ uomo ha perso ogni contatto con la realtà e con i valori umani. Si sente escluso dalla vita e non la ama più. In quest’ottica diventa necessario concedere nuovo valore alla dignità umana.
Bisogna cambiare l’idea, radicata, dell’uomo padrone del mondo. Le sue capacità non devono diventare occasione di sopraffazione ma devono esprimersi con responsabilità nei confronti di tutti gli esseri viventi.
Diventa indispensabile rivoluzionare il rapporto con la Natura. Riconoscere nuovamente gli aspetti positivi di ognuno e focalizzare l’attenzione sulla promozione della salute individuale e collettiva. Degli esseri umani, degli esseri animali e del pianeta.

Nuova Consapevolezza

Non dobbiamo aspettarci che una soluzione dall’alto possa determinare un cambiamento di rotta. E’ necessaria la compartecipazione di molti. E soprattutto di chi è maggiormente disposto ad una nuova concezione di sè e del mondo. Dare un contributo è importante. E’ determinante per creare nuove modalità di interazione tra l’umanità e il pianeta.

Il malessere crescente, quel latente male dell’anima che ha origine dalla perdita di connessione con il resto del mondo, ha già attivato un processo spontaneo di trasformazione. Non siamo più capaci di ascoltare i segnali del corpo. Non riconosciamo le nostre emozioni. Non distinguiamo tra ciò che vogliamo veramente e ciò che siamo spinti a desiderare. La perdita di connessione con se stessi è correlata con la perdita di connessione con la terra. Con gli esseri viventi e con l’ambiente. La mancanza di un legame emotivo tra gli esseri umani e la terra è la maggiore causa di crisi psicologiche, spirituali ed ecologiche.

 

La non sostenibilità non riguarda solo le risorse e l’ambiente. Riguarda il nostro stile di vita che, se malato, consuma tutte le risorse psichiche a nostra disposizione.

alberoC’è una forte connessione tra il malessere psicologico e i danni ambientali a cui assistiamo. Tra malattie dell’anima e malattie del mondo!

La mancanza di rispetto, il non riconoscere a luoghi, piante, animali la dignità e il diritto di esistere al di fuori di una logica di sfruttamento economico ci porta ad una perdita di consapevolezza individuale e personale. Il fare contrario ci farebbe diventare persone realizzate e cittadini del Pianeta Terra, responsabili, liberi e collaborativi.

La non sostenibilità ambientale non diventa più soltanto una questione di correttezza o valore etico individuale. Diventa responsabilità esistenziale, autocoscienza e sopravvivenza di tutti. Non possiamo vivere bene e prosperare in un pianeta malato. La nostra salute fisica e psichica dipende da quella del nostro pianeta.

La Psiche di tutti è legata alla Terra. Se la Terra sta male non possiamo sperare di star bene noi tutti. Se l’albero è malato, la foglia cade. L’albero è la Natura e la Terra, l’essere umano è la sua foglia.

Lucia Pennisi
(Presidente Veg Sicilia)

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