Pandemia e Plastica: comunque vada si inquina sempre

Gettare a terra mascherine e guanti è diventata un'altra emergenza

L’inciviltà di molte persone (grazie al cielo non tutte) è sotto gli occhi di tutti. Gettare a terra mascherine e guanti di plastica è diventata un’altra emergenza. Non è un problema di poco conto. La fase due dopo l’epidemia che ha costretto a casa per quasi tre mesi gli italiani sta registrando un problema che rischia di inquinare l’ambiente.

Per strada si notano già da tempo, le aree limitrofe ai centri commerciali sono già piene. Da qualche giorno è arrivata la denuncia da parte di Legambiente  e da qualche ora anche la denuncia dell’associazione onlus Plastic Free per comunicare un’altra emergenza, sensibilizzare e porre rimedio prima possibile.

Luca De Gaetano, fondatore di Plastic Free appare pessimista: “La situazione non migliorerà, bisogna acquisire anche in questo caso una coscienza ambientalista per salvaguardare il nostro territorio. Ci sono molti utenti sensibili che stanno denunciando sui social la presenza di guanti di plastica e di mascherine monouso. La nostra associazione riceve quotidianamente centinaia di foto che denunciano, in tutta Italia, l’inquinamento di strade e piazze. In provincia di Sondrio una volontaria ha riempito due sacchi pieni di guanti in plastica usati. Vi rendete conto?”

Molti comuni hanno avvertito la cittadinanza, invitando le persone a smaltire i guanti usati nei sacchi dell’indifferenziato. Ma molti non tengono conto dell’appello. “La dispersione di questi materiali causa un danno che non si potrà smaltire prima di 30 anni. La plastica, come sempre, rischia di inquinare fiumi e mari e il nostro futuro – già provato dalle settimane di totale fermo per la pandemia – è minacciato dalle condizioni del nostro ambiente, adesso stracolmo di plastica”.

 

De Gaetano invita gli enti a distribuire mascherine lavabili e riutilizzabili più volte per ridurre il consumo e il problema dell’inquinamento. Ma è necessario anche che i cittadini acquisiscano un atteggiamento corretto  e attivo per salvaguardare il proprio ambiente e il pianeta.

Ospedale Cannizzaro Catania

LAssociazione Plastic Free ha anche proposto di istituire dei punti di raccolta dei guanti usati e delle mascherine monouso nei centri commerciali. Punti che devono anche essere coperti per evitare che il vento possa spargere il contenuto dei cestini utilizzati come contenitori. Inoltre va gestito un presidio con addetti alle pulizie incaricati di ripulire i piazzali dei supermercati, raccogliendo quello che i clienti poco coscienziosi e con poco senso civico, lasciano sull’asfalto.

 

Il problema non è soltanto siciliano o italiano. Anche all’estero si moltiplicano le denunce di inquinamento. Lo segnala Ocean Asia, associazione fondata per la tutela dell’ambiente. Le coste del Giappone e Hong Kong sono già invase da migliaia di mascherine. Tutto il mondo è paese.

Giovanni Finocchiaro

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