I consigli psicoalimentari di Marilù Mengoni per un Natale in salute

Per le feste non esagerate con i peccati di gola

Ci saranno i giorni delle scorpacciate, poi quelle delle lacrime di coccodrillo per il mal di pancia, per il peso del corpo che aumenta e per la linea che cambia. Ci si prepara al Natale delle abbuffate e poi? E soprattutto prima si può fare qualcosa? La dott.ssa Marilù Mengoni, che il 18 sarà a Palermo e il giorno dopo a Catania (per il livello successivo), terrà un incontro sul tema “Psicoalimentazione”.
Ecco la sua linea di pensiero.

Parlare di limitarsi nel periodo di fine anno sembra una controtendenza.

“Purtroppo l’abuso è una cosa insensata, stiamo facendo qualcosa di sbagliato, servirebbe una presa di coscienza generale”.

Proviamo a spiegare.

“Se fossero solo il 25 e il 31 i giorni delle esagerazioni a tavola, si potrebbe accettare. Si riuscirebbe a smaltire il carico di grassi e zuccheri. Invece la gente comincia a mangiare in modo esagerato il 1° dicembre e per finire (forse) il 6 gennaio. Sarà un periodo molto impegnativo. In ogni casa ci sono già panettoni, torroni e cioccolato. Tanto è Natale, che ci vuoi fare”.

Le tradizioni a tavola sono radicate.

“A Natale si cucina in modo eccessivo, il 26 si mangia come il giorno prima e giù via fino alla fine delle feste. Io credo che si debba ristabilire un equilibrio mentale. Il senso del Natale è un’altra cosa. Dal dopoguerra in questo periodo si doveva mangiare per rimediare alla scarsezza dei giorni passati. A quei tempi c’era calore, c’era una condivisione di sentimenti. Ora abbiamo perso abitudini e puntiamo tutto sugli eccessi della tavola”.

Per lei, Marilù Mengoni, si prevede un periodo intenso. Ma si può tentare di far prendere coscienza a chi esagera?

“Mi trovo di fronte a problematiche notevoli. Ai miei pazienti lo spiego. Aumentano i problemi di dolore in generale: quelli alla zona bassa della schiena sono dovuti all’infiammazione che ha subito l’intestino, quando il dolore si manifesta nella parte più alta della schiena il segnale d’allarme è lanciato dallo stomaco. L’intestino è correlato alla schiena, se ci fate caso, spessissimo i colpi della strega vengono accusati nel periodo post natalizio. L’intestino si infiamma e la gente non se ne accorge e continua a buttare dentro allo stomaco roba di ogni genere. Il segnale d’allarme lo lancia un muscolo che si chiama psoas: sorregge la parte lombare e irradia l’infiammazione. La contrazione di questo muscolo è un campanello d’allarme che dà al nostro corpo la prima avvisaglia”.

Però in molti restano sordi ai primi segnali di malessere. Quali i possibili rimedi?

“Il 25 si vuole esagerare? Va bene, ma il 26 si dovrebbero ingerire estratti di verdure, per esempio. Bisogna prevenire, lo diciamo da anni, e quale migliore occasione del periodo natalizio per ribadirlo e ricordarlo”.

In Sicilia, ma ovunque in effetti, ai piaceri della tavola spesso non si rinuncia.

“Le tradizioni a tavola sono molto belle, ma non si deve degenerare. Siamo sempre in festa. Natale, Capodanno, la Befana… Poi arriva Carnevale, e in men che non si dica arriva Pasqua, il primo giorno di maggio, le sagre estive. Non c’è mai una pausa, se ci pensate bene”.

marilù mengoniLei ci ha spiegato tutto sulla sua pagina di confronto con i suoi amici, clienti, lettori.

“Si. Il capitolo si chiama SOPRAVVIVERE ALLE FESTE DI NATALE ”.

Non solo dolori fisici, non solo cibo, la reazione tocca anche la nostra mente.

“Torniamo alle vere tradizioni per mangiare come si deve anche a Natale, ricordiamoci che il nostro stato psico fisico ne risente: mi riferisco ai sintomi di ansia, depressione, e al corpo infiammato. Deve cambiare la nostra cultura. L’invito è di non smettere di mangiare, ma sarebbe opportuno modificare alcune cattive abitudine soprattutto sotto le feste: più verdura, frutta, legumi, evitando carichi di soffritti”.

Noi siciliani siamo inclini ad esagerare a tavola. Del resto la nostra cucina è importante, prestigiosa, elaborata e attrae tantissimo. 

“Pure in Maremma si mangia benissimo e si esagera. In Sicilia se a tavola c’è una montagna di cannoli, va bene gustarne uno. Va bene peccare una volta al mese, ma se il cibo con tanti grassi diventa un’abitudine si casca nel tranello, si diventa dipendenti. Se si mangia ogni giorno in modo scorretto diventa pericoloso per la salute. Ci si intossica e il corpo risponde nel peggiore dei modi: ammalandosi”.

La mente mente, qualcuno diceva. Soprattutto quando ci fa diventare dipendenti da un cibo o dalla voglia di mangiare troppo. Con Marilù Mengoni approfondiremo ogni aspetto il 18 e il 19 Gennaio rispettivamente a Palermo e a Catania.

“Se si ha voglia di modificare il modo di alimentarsi si creano le basi per migliorare. Sì certo, tornerò in Sicilia a Gennaio. Ripeteremo il corso a Palermo il 18 e a Catania il giorno dopo (con un livello più avanzato) grazie all’organizzazione di Veg Sicilia. State certi: quando si cambia si avverte la differenza. E ne vale la pena”.

Giovanni Finocchiaro

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