Alimentazione Vegan: il mito delle proteine – Prima parte

Ogni specie animale e vegetale è formata da proteine specifiche

Il mito delle proteine.
I componenti fondamentali del nostro organismo sono acqua, proteine, minerali, grassi, glucidi, vitamine, fibre ed oligoelementi.

Le proteine dopo l’acqua sono i componenti più importanti per l’organismo. Hanno funzione plastica, strutturale, funzionale, fabbricano gli anticorpi. Costituiscono la materia di cui è prevalentemente costituita la muscolatura, lo scheletro, il tessuto connettivo, gli organi interni, la pelle. Servono per la riparazione dei tessuti, per la produzione di enzimi, ormoni, cellule del sistema immunitario e vitamine. Le proteine sono il 16% del peso del corpo umano e sono usate dall’organismo come fonte calorica in situazioni di logoramento o digiuno prolungato. Il fabbisogno minimo va da 0,2 a 0,4 gr per peso corporeo pro die; ottimale è considerato da 0,5-0,6.

Ogni specie animale e vegetale è formata da proteine specifiche. Ogni organo, parte di animale o pianta ha le sue proteine particolari. Non tutte le proteine sono uguali e quindi non tutte possono soddisfare il fabbisogno in aminoacidi. Ogni alimento contiene più di una proteina. Il valore biologico di una proteina è legato alla presenza equilibrata di aminoacidi essenziali. Le proteine della carne e delle uova contengono tutti gli 8 aminoacidi essenziali ed in modo bilanciato sono considerate ad alto valore biologico. Gli alimenti di origine vegetale pur avendo gli 8 aminoacidi essenziali nelle proporzioni non considerate ideali vengono considerate di scarso valore biologico.

Ma se si abbinano due qualità di proteine considerate di scarso valore biologico si ottengono proteine ad alto valore biologico. In realtà l’organismo è una fabbrica di proteine. Il DNA e l’RNA continuamente codificano proteine per la sopravvivenza dell’organismo. Le proteine in eccesso possono trasformarsi in glucidi e grassi di deposito con probabile produzione di radicali liberi.

La vita sulla terra dipende esclusivamente dal mondo vegetale

E’ dal mondo vegetale infatti che si nutrono gli animali erbivori dei quali si nutrono i carnivori. Mentre le creature del mare si nutrono oltre che di pesci di alghe e plancton, ovvero dei vegetali marini ricchi di proteine. Il mondo vegetale fornisce agli animali tutti gli aminoacidi necessari a costruire le proteine.

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Le proteine animali danno come prodotto finale l’acido urico che i carnivori, provvisti dell’enzima uricasi, di cui l’uomo è sprovvisto, viene trasformato in urea e quindi eliminato. Nell’uomo questo acido urico si combina con il sodio e si deposita soprattutto nelle articolazioni. E provoca gotta, dolori, tumefazioni e deformazioni.

Le proteine eccedenti il fabbisogno non possono essere accumulate dall’organismo sotto forma di grassi come i lipidi ed i glucidi. Al fegato tocca l’onere di trasformarle in urea e ai reni di eliminarle. Ma se i reni non sono pienamente efficienti l’organismo resta intossicato. Per liberarsene, dunque, lega le proteine eccedenti alle pareti dei capillari che diventano più spesse impedendo il transito delle sostanze nutritive. Per compensare questa situazione l’organismo aumenta la pressione arteriosa.

Il mito delle proteine

Non c’è alcun vantaggio a consumare proteine di origine animale solo perché queste sono dotate di tutti gli aminoacidi che sono reperibili nel mondo vegetale senza incorrere agli effetti collaterali dovuti alla carne

Con l’aumento del quantitativo proteico aumenta anche la quantità di calcio espulsa con le urine e che col tempo, questo meccanismo genera arteriosclerosi.  La carenza proteica si può verificare solo in concomitanza con una grave carenza calorica. Invece il rischio esiste sempre per le carenze vitaminiche, minerali, enzimatiche ed ormonali. E’ difficile che si manifestino malattie da carenza mentre le popolazioni dei paesi sviluppati risultano flagellate da moltissime patologie dovute all’eccesso di proteine.

Le scorie prodotte dal consumo eccessivo di proteine, veri e propri veleni per l’organismo, oltre ad acidificare il sangue, ad affaticare il fegato ed i reni, spesso sono causa di uricemia, obesità, calcolosi, reumatismi, dispepsie, eczemi, arteriosclerosi ecc.


Franco Libero Manco
Si laurea in architettura presso l’Università di Roma. Nel 1975 diventa vegetariano e nel 1990 vegano per motivi etici. Da molti anni tiene conferenze nella sede dell’Associazione Vegetariana Animalista, della quale è presidente, ed in varie città d’Italia. Ha stampato e pubblicato vari testi a carattere etico, spirituale, filosofico, poetico, antropologico.Giornali e riviste nel corso degli anni hanno pubblicato numerosissimi suoi articoli.   Sito Web: A.V.A.

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