Associazione Culturale Vegetariani e Vegani Siciliani

Giulia Innocenzi: ”Sorella Mucca” e gli schemi retorici dello chef Vissani

La terza puntata di ''Animali come noi'' verte sugli allevamenti dal medesimo diktat: produrre latte ad ogni costo.

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La terza puntata di Animali come noi, dal titolo Sorella Mucca, è dedicata agli allevamenti delle mucche che producono latte a dismisura. Giulia Innocenzi nella prima parte della puntata visita una famiglia vegana impegnata nel salvataggio di animali destinati al macello.

La maggior parte della gente è convinta che capre, pecore, mucche siano animali particolari che facciano latte continuamente. Per aver il latte c’è solo un modo…ingravidare una mucca, una capra, una pecora, togliergli il vitello una volta che ha partorito e rubargli il latte. Ovviamente il cucciolo diventa uno scarto…

Allevamenti e vacche a terra

Vengono trasmesse le immagini degli allevamenti dove le mucche vengono munte anche fino a tre volte al giorno perché è d’obbligo accontentare il mercato. Poco importa se quel latte è sempre più simile all’acqua, come sostiene uno degli allevatori intervistati. Quello che interessa è aumentare la resa della mucca. Mucca che viene inseminata almeno una volta l’anno e che dopo due o tre parti viene spedita al macello. La stessa direzione prendono quelle a cui cedono gli arti o che diventano sterili.

Quello che impressiona nell’ascolto degli interventi è l’assoluta mancanza di empatia e il continuo perpetrare pratiche simili a torture. Animali oggetti e non soggetti, di cui non si butta via nulla.

Non è che vai a prendere la bistecca al supermercato e ti danno animali giovani. Vengono trattate in un certo modo in modo che la carne è sempre tenera anche se ha vent’anni. Viene manipolata, ecco…

Ci sono delle mucche talmente sfruttate che cadono a terra inermi e che per questo vengono chiamate vacche a terra. Alcuni allevamenti si sono specializzati nel trasferimento di questi animali verso il macello con metodi non proprio a norma di legge. La Innocenzi bussa alla porta dell’ allevamento da cui arrivò la carne che fece scoppiare lo scandalo Italcarni  .

…sta meglio la mia vacca che io, ti posso garantire. Tutte le mie bestie stanno meglio di me …dormono sulle cuccette, hanno l’aria condizionata..(trad. parziale dal dialetto locale, ndr)

Prof.Berrino
Berrino e la B12

Al Prof. Berrino, dell’Istituto Nazionali Tumori di Milano, viene chiesto quanto male facciano i latticini. L’illustre medico sfata il mito che siano salutari per le nostra ossa e conferma che la categoria medica dovrebbe aggiornarsi sull’argomento. Lo stesso Berrino afferma: “Mi sembra innaturale dover prendere delle pillole di vitamina B12, che introduciamo praticamente solo con il cibo animale, per una ragione etica”. Prendiamo atto di quest’affermazione. Ma è doveroso ricordare che anche agli animali viene somministrata questa importante vitamina, visto che certamente non la producono nè tantomeno è contenuta naturalmente in ciò che mangiano (concimi e non erba di terreni sani)

Vissani, lo chef anti vegano e i suoi schemi retorici

Alla fine della puntata Giulia Innocenzi intervista lo chef Gianfranco Vissani, famoso per le accese polemiche con i vegani che spesso e volentieri tira in ballo. Un Vissani meno polemico del solito, forse, ma che comunque conferma la sua visione specista della società. Sostiene, altresì, che i vegani dovrebbero essere meno estremisti e più realisti. Non possiamo far altro che sorridere dinnanzi alle sue affermazioni talvolta intrise da fallacie tipiche dei migliori schemi retorici.

E’ infatti un errore comune tramutare le nostre abitudini in fatti naturali e considerarle ‘leggi’ e Vissani certamente non ne è esente. Tanto è vero che a mo’ di giustificazione afferma ‘’ … l’Italia è sempre stato un paese carnivoro, neanche col pesce, carnivoro!’’
Gli antropologi chiamano questo fenomeno ‘naturalizzazione della cultura’ che è di per sé un errore induttivo. E’ un errore giustificare l’uso smodato di carne affermando che l’Italia è sempre stato un paese carnivoro. E’ pura retorica. Retorica a cui si appiglia chi non sa dibattere nel merito della questione.

Riflessione

Se anche noi umani per sopravvivere in salute avessimo bisogno di alcune sostanze contenute nelle carni e nei suoi derivati è intellettualmente onesto ammettere che gli stessi nutrienti si trovano nei vegetali. E francamente è inaccettabile che nel terzo millennio ancora si rappresenti il mangiar carne come una necessità per l’essere umano.

Mangiare carne non è una condizione naturale dell’umanità, ma un passaggio traumatico nella sua storia (Plutarco, ”Del mangiar carne”)

 

Un plauso a Giulia Innocenzi che ben gestisce comunicativamente un argomento delicato e dibattuto come il benessere animale legato ad una scelta etica che paradossalmente viene definita estrema.

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