La Mimosa: proprietà, benefici e simbolismo dell’8 Marzo

La vera origine della Festa delle Donne

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Oggi si celebra la Festa della Donna e come da consuetudine e tradizione siamo inondati da mimose, da ricette di torte mimose, da proclami femministi e da dibattiti più o meno costruttivi. Ci sono donne che amano questa ricorrenza approfittando dell’occasione per festeggiare goliardicamente e altre che invece la rifuggono affermando l’idea che è inutile festeggiare e dare un tocco ‘frivolo’ alla giornata. Fatto è che l’8 Marzo arriva ogni anno per cui oggi abbiamo pensato di dedicare la nostra attenzione alla Mimosa in quanto pianta dalle proprietà curative e al perchè simboleggia questo giorno. Conosciamola.

La Mimosa – proprietà e benefici

E’ una pianta originaria della Tasmania che fa parte della famiglia delle Fabaceae. La sua particolarità è data dai fiori di color giallo intenso profumatissimi. I popoli antichi hanno da sempre utilizzato questa pianta per le sue innumerevoli proprietà curative.

Tra di loro ricordiamo gli Aborigeni australiani  che usavano la  mimosa per preparare dei decotti contro diverse patologie. Come malattie veneree, nausea, diarrea e disturbi nervosi. Oppure i medici cinesi che la usavano contro la depressione e l’ansia o ancora i maya che la utilizzavano per ricostruire i danni alla pelle.

Corteccia

Contiene tannini, flavonoidi e oligoelementi che hanno un  potere antiossidante, sono anti radicali liberi e stimolano la micro circolazione sanguigna superficiale. In più i tannini  hanno un’azione antinfiammatoria.Da qui la capacità di curare: ustioni e ferite della pelle come herpes e piaghe, acne ed eritemi

Foglie

Ottime per la preparazione di decotti contro tosse raffreddori asma e bronchiti. Usate anche per delle tisane antidolorifiche.

Fiori e stelo

E’ utile sapere anche che i fiori e lo stelo vengono utilizzati per la preparazione di un olio essenziale  per uso esterno.

 

La Mimosa – Simbolismo e vera origine della Festa dell’8 Marzo

Tradizione vuole che l’8 marzo sia associato agli incendi americani del 1908 o del 1911. Incendi in cui morirono delle donne operaie trattate come schiave. E ci vollero quei drammi per sensibilizzare in maniera eclatante verso la discriminazione di genere. In una società ancora fortemente influenzata dal retaggio razziale frutto di un’economia di tipo schiavistico.

Ebbene questi incendi, seppur fautori di un’aggregazione femminista senza precedenti, non sono molto probabilmente l’origine della giornata internazionale della donna.

8 marzo

Qui uno stralcio dell’intervista di Repubblica Silvana Mazzocchi

<< Se, nella Parigi del Fronte popolare si distribuivano i mughetti, nel 1946 quando l’Udi, l’Unione donne italiane, si trovò a organizzare il primo 8 marzo dell’Italia libera, le partecipanti alla discussione decisero di optare per le gialle mimose. “A noi giovani romane vennero in mente gli alberi coperti di fiori gialli… pensammo che quel fiore era abbondante e, spesso, disponibile senza pagare…”, recita tra l’altro la testimonianza di Marisa Rodano, una delle tante voci raccolte nel bel volume 8 marzo, una storia lunga un secolo, in cui Tilde Capomazza (femminista e programmista televisiva) e Marisa Ombra (ex partigiana e presidente, negli anni Settanta, dell’editrice di Noi donne) ricostruiscono un secolo d’impegno femminile, restituendo dignità e adeguata importanza a una data troppo spesso ridotta a puro rito consumistico. 

Il libro, già uscito nel 1987 con il titolo: Storie, miti e riti della giornata internazionale della donna
per la casa editrice di nicchia Utopia e presto andato esaurito, esce ora per Jacobelli con una nuova edizione impreziosita dal Dvd originale, (anche questo introvabile fin dal 1988), che intreccia rare immagini storiche con le interviste e le testimonianze di alcune protagoniste della politica italiana degli ultimi cinquant’anni. Un documento molto utile per comprendere il vero significato dell’8 marzo e, dunque, per incentivare l’indispensabile passaggio di memoria tra le generazioni.

E’ ricco di notizie e di ricostruzioni storiche il lavoro di Capomazza e Ombra. E, già all’epoca, fece scalpore soprattutto una scoperta: il fatto che non fosse in realtà basata su alcun dato certo la convinzione comune che Clara Zetkin, nel 1910, avesse scelto l’8 marzo per ricordare le operaie americane morte due anni prima durante un incendio avvenuto nel corso di uno sciopero.

Al mito dell’incendio che ha avuto una funzione aggregante agli inizi, abbiamo sostituito la storia di questi soggetti reali che si sono fatti carico per sé e per tutte le donne di un processo di emancipazione e liberazione che deve continuare. Di fronte alla commercializzazione e volgarizzazione dell’8 marzo, noi proponiamo una riflessione sulla storia, molto gradevole nel dvd, molto avvincente nel libro. Questo è il nostro testimone e speriamo che passi in più mani lasciando tracce ispiratrici di nuovi impegni. >>

Leggi articolo integrale di Silvana Mazzocchi

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