Associazione Culturale Vegetariani e Vegani Siciliani

Latte, storia delle sue bugie. Perché evitarlo e come sostituirlo

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Prima bugia. Si crede erroneamente che chi mangia derivati animali, come latte e uova, non contribuisca all’uccisione degli animali. Non è proprio così. Se la strada verso il macello per le mucche “da carne” è breve (2-3 anni), quella delle mucche “da latte” si allunga di qualche anno (4-5 anni) ma porta ugualmente al macello.

Bere latte o mangiare formaggio significa far macellare i vitelli  che la mucca è obbligata a partorire per poter produrre latte. E certamente la gravidanza non è spontanea bensì indotta artificialmente dall’uomo. Dunque non vi è nulla di normale  negli allevamenti per la produzione di latte. E neanche il suo consumo da parte nostra lo è. Le madri producono il latte ( secrezione mammaria presente anche nelle donne) per nutrire i propri figli. L’allevatore interferisce in questo ciclo naturale e lo sconvolge in modo drammatico.

La mucca da latte viene macellata dopo pochi anni di vita, quando comincia a rendere meno e per l’allevatore diventa più redditizio sostituirla con un animale più giovane. I vitellini che è costretta a partorire finiscono anche loro al macello. La mucca, come tutti i mammiferi, produce latte per i suoi figli e smette di produrlo quando questi terminano lo svezzamento.
Se la mucca negli allevamenti produce una quantità abnorme di latte, è dovuto all’intervento (farmacologico e genetico) degli allevatori e causa grandi sofferenze e stress agli animali.

PUBBLICITÀ INGANNEVOLE

Seconda bugia. Nell’immaginario collettivo, i bovini vivono felici su verdi pascoli o stalle confortevoli, donandoci con piacere il loro latte. E’ opinione diffusa anche che esistano in natura mucche da latte. Niente di più falso. Abbiamo appena capito che si tratta di una artificiosa trovata pubblicitaria.

mucche-da-latte

Le mucche  quasi sempre sono munte meccanicamente anche se vivono in piccoli allevamenti. Questa pratica causa dolorose infezioni agli animali e gli allevatori somministrano loro grosse quantità di antibiotici per cercare di arginare il problema. E’ facile anche che si formi del pus che inevitabilmente in piccola parte finisce nel latte.

Fece scalpore nel giugno scorso la pubblicità ingannevole promossa dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali denunciata dalla LAV -Lega Anti Vivisezione

In quell’occasione il gran giurì disse stop alla disinformazione e diede ragione all’associazione animalista che in suo comunicato annunciò:

“…la LAV ha battuto il Ministero delle politiche agricole che, con la sua recente campagna #oradellatte faceva disinformazione affermando il contrario, e ha ottenuto l’intervento dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria che farà cambiare le pagine del sito pubblicitario pagato con soldi pubblici della campagna #oradellatte, con testimonial lo chef Carlo Cracco, il nutrizionista Giorgio Calabrese e la giornalista Cristina Parodi (e l’ex calciatore Demetrio Albertini, ndr).La campagna aveva definito “fondamentale” questo alimento “in tutte le fasi della vita degli individui”, affermando fra l’altro che “per una corretta alimentazione quotidiana” è “indispensabile per il nostro organismo, sia per quanto riguarda la fase dello sviluppo che nell’età adulta”.

“Siamo scandalizzati che il Ministro delle politiche agricole e alimentari Martina dia ben 120 milioni di euro di aiuti per un sistema zootecnico già fortemente sostenuto da contributi pubblici, incapace di reggersi solo sulle proprie gambe e che prende il latte alle altre specie animali, sottraendolo ai loro piccoli fatti nascere a forza – afferma Gianluca Felicetti, Presidente LAV – Il termine indispensabile era stato già censurato come ingannevole negli anni scorsi dall’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria su nostra istanza contro Mellin e Consorzi di produttori di carni che intendevano accreditare il messaggio che è impossibile vivere senza alimentarsi con proteine animali, e questo è contraddetto dalla vita di milioni di vegani e di intolleranti al lattosio in tutto il mondo e in tutte le epoche.

Lo sapevano e lo sanno tutti, ora per forza anche il Ministero delle politiche agricole e alimentari che non deve più discriminare con un’IVA da beni di lusso gli agricoltori che producono i latte di origine vegetale sempre più preferiti anche dagli italiani. Al Ministero delle politiche agricole e alimentari chiediamo di farsi portavoce di tutti gli interessi, con obiettività”.

LATTE DANNOSO ALLA SALUTE  UMANA

Terza bugia.In natura nessun animale beve il latte di un’altra specie, né continua a bere quello materno dopo lo svezzamento. Da qui si può intuire del perché molte persone siano intolleranti al latte. Ma l’industria latto-casearia  non demorde. Per  vendere commercia i più disparati tipi di latte modificati “per ogni esigenza” . Light, senza lattosio, con aggiunta di calcio, intero, parzialmente scremato e così via dicendo.

Secondo  l’American Dietetic Association, la più prestigiosa associazione di nutrizionisti americana,’’per gli umani è bene alimentarsi con il latte materno fino allo svezzamento. Dopodiché una alimentazione a base vegetale fornisce tutti i nutrienti necessari.’’
Lo ha affermato la prima volta nel 1997 e malgrado ciò  nel nostro Paese le giuste informazioni sono sempre state date col contagocce e mai sui grossi media. Il calcio peraltro è presente in molti vegetali: 1.verdure a foglia verde come rucola, spinaci, bietola
2. crocifere  e cioè cavolfiore, cavoli, broccoli
3. legumi come soia, ceci, fagioli
4. frutta secca come mandorle, fichi, nocciole

La verità è che una dieta equilibrata, a base vegetale, fornisce tutto ciò di cui ha bisogno il nostro organismo. La ricerca peraltro mostra come l’assunzione di latte e latticini sia collegata a malattie cardiache, cancro alla prostata, allergie alimentari. Sul sito della SSNV – Società Scientifica di Nutrizione Vegetale è possibile consultare una ricca letteratura medico-scientifica a riguardo.

CONCLUSIONE: BEVANDE VEGETALI AL POSTO DEL LATTE

La premessa d’obbligo è che il latte è solo ed esclusivamente di origine animale. Nell’uso comune però si chiama così anche la bevanda vegetale che lo sostituisce. In commercio oggi non dovremmo più trovare delle bevande vegetali denominate “latte” in quanto con regolamento (CEE) n. 1898 del 2 luglio 1987, l’Unione Europea ha espressamente vietato l’uso di questo termine per tutti gli alimenti di origine vegetale che saranno correttamente quindi denominate “bevande vegetali’’.

E’ facile evitare il latte animale: esistono prodotti vegetali buoni, sani e nutrienti, che lo sostituiscono.
Vedi QUI come autoprodurre bevande vegetali. E’ semplice e veloce.

 

VIDEO TUTORIAL LATTE D’AVENA

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