Associazione Culturale Vegetariani e Vegani Siciliani

L’onnivorismo, chance di sopravvivenza per l’Homo, oggi è necessario?

Pianeta a rischio grazie alla specie 'più intelligente'

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L’onnivorismo oggi è una scelta dettata da abitudini e gusti alimentari e non certo da esigenze di sopravvivenza. E se è vero che l’Uomo sin dai tempi delle caverne si è nutrito sia di cibo animale che vegetale è altrettanto vero che praticare l’onnivorismo non è necessario per rimanere in vita.

Grazie alle acquisite conoscenze che prima non c’erano si ha una visione molto più completa e scientificamente documentata della nutrizione vegetale. Ed è grazie a queste nuove informazioni che il dibattito su quanto sia necessario per la salute umana, l’onnivorismo, è tra i più incandescenti di sempre. La comunità medico scientifica si divide tra quelli del poco di tutto fa bene e quelli del cruelty free is better.

E noi consumatori, quanto siamo restii ad abbandonare certe consuetudini alimentari a cui siamo assuefatti? Siamo capaci, noi esseri intelligenti, di abbandonare pratiche che riconosciamo nocive per noi, per gli animali e per l’Ambiente? Nel XXI secolo è forse doveroso operare una scelta etica, ecologista e salutare? E soprattutto, quanto siamo immuni da banali tifoserie Onnivori vs Vegani per partito preso?

#informiamoci

 

L’uomo è onnivoro e deve mangiare anche carne. FALSO

‘’Questa affermazione si tinge di toni retorici dopo la lettura attenta delle sezioni che trattano dell’adeguatezza nutrizionale della dieta vegetariana e vegana.

La caratteristica degli animali onnivori è quella di possedere un apparato digerente in grado di digerire sia cibi vegetali che animali. Ciò ha permesso ai nostri antenati di sopravvivere anche nelle condizioni ambientali critiche che hanno dovuto affrontare nel passato, quando la spettanza di vita di un individuo era in media di 20-30 anni.

Ricostruzione di Homo sapiens del Paleolitico. MUSE – Museo delle Scienze, Trento

La conclusione semplicistica che vede nell’onnivorismo l’obbligo di assumere anche cibi animali è priva di fondamento. In epoche evolute, la condizione di onnivorismo è la chance che la Natura ha donato alla specie umana per sopravvivere in un ambiente il più possibile “intatto”: l’onnivoro non è costretto a mangiare carne od altro cibo animale per sopravvivere.

Bisogna riflettere sui dati messi in evidenza dai principali Studi epidemiologici, che dimostrano come l’assunzione di prodotti di origine animale, carne in primis, è correlata alle più frequenti patologie degenerative dell’epoca del benessere, ovviamente solo in quei Paesi del mondo che il benessere possiedono.

 

Onnivorismo, oggi una scelta

Infatti, mentre la maggioranza dell’umanità, anche a causa dello spreco di risorse dovuto all’enorme richiesta di carne per uso alimentare, sta ancora combattendo con problemi quali la fame, la sete e le malattie infettive, nei Paesi industrializzati la spettanza di vita ha ora raggiunto i 75-85 anni. Essere onnivori significa poter scegliere tra cibi più adatti (di origine vegetale) e cibi meno adatti (di origine animale) per la salvaguardia dello stato di salute.

L’esempio di come le mucche, animali sicuramente erbivori, nutrite con farine animali siano andate incontro ad una patologia quale l’Encefalopatia Spongiforme (morbo della “mucca pazza”), dovrebbe far riflettere su quanto disastrose possano essere le conseguenze di una alimentazione incurante dei fabbisogni fisiologici di una data specie o di un dato individuo.

Ribadiamo quindi la nostra risposta a questa affermazione: l’uomo, in quanto onnivoro, può nutrirsi di cibi animali, ma valutando bene in quale misura; ma certamente non per questo tali cibi devono necessariamente essere consumati. L’uomo, essere onnivoro ma anche essere dotato di intelligenza, può operare delle scelte etiche ed ecologiste per decidere della propria alimentazione, e può ottimizzare il proprio stato di salute con la scelta di un’alimentazione 100% vegetale, compiendo così nient’altro che un’elementare azione di prevenzione primaria di molte patologie.’’

(Tratto da SSNV – Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, Faq)

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