P’orto, dopo Ethnic nasce il nuovo progetto di Rossana e Luisa

A Palermo una ciambella veg di salvataggio per chi ha poco tempo per cucinare

Le mamme di Ethnic fanno il bis. Fra qualche settimana apriranno il secondo locale che si chiamerà “P’orto” in via Nicolò Garzilli, 10.
Rossana e Luisa non stanno ferme un attimo, sono sempre in continuo movimento da un locale all’ altro. Si erano appena trasferite nella nuova sede e subito hanno pensato di farne un’altra, con una formula diversa.

“Stiamo completando “P’orto”, nome che nasce dall’unione tra la nostra Panormus e l’Oorto. Un nome che sentiamo nostro, che ci rappresenta”.

Quale sarà la proposta per il pubblico?

“Abbiamo pensato a un locale da asporto e per il pranzo veloce. Utilizzeremo i prodotti siciliani, a km zero, biologici, i prodotti dell’orto”.

A che punto sono i preparativi?

Abbiamo previsto l’apertura a gennaio, stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli”.

Perchè nasce “P’orto”?

“Da un anno pensiamo alla costruzione di questo nuovo progetto, molte sono le modifiche apportate, ma il fine è sempre quello: un’offerta casalinga e genuina che soddisfi il bisogno di sentirsi a casa. Abbiamo pensato a proposte di qualità, più legate al nostro territorio, ad aziende agricole di piccoli e giovani imprenditori che hanno investito sui prodotti del nostro territorio per mettere in tavola il frutto del loro lavoro. Lo scopo è preparare un piatto che sia la rappresentazione di una Rete”.

Locale da asporto perché?

“Siamo due mamme, ci rendiamo conto che nel corso della giornata c’è sempre poco tempo anche per cucinare. Tutti potranno portare via zuppe pronte, calde, buone e da gustare a tavola. Così come polpette, hamburger di legumi preparati in ogni possibile modalità. Il tempo è un lusso, siamo pieni di impegni, trovare il tempo per cucinare è diventato difficile, anche le cose buone richiedono tempo. Allora abbiamo pensato a tutte le mamme e i papà. A loro diciamo, ci pensiamo noi!!”

I clienti di Ethnic come hanno reagito?

“La nostra è una clientela variegata. Il nostro menù è vegetariano e ci siamo affidati a partner importanti che commercializzano prodotti siciliani; il riscontro è stato immediato. “P’Orto”  sarà un locale vegano o vegetariano con opzioni onnivore”.

Palermo, in questo senso, è una città in continuo fermento.

“Cerchiamo di essere attente alle realtà sociali che ci sono in zona e con cui abbiamo avuto modo di interagire. Una di queste, che si chiama “Sprigionare sapori”, ha a che fare con i detenuti che sono impegnati a preparare e confezionare prodotti per regalini. Abbiamo deciso di portarli e venderli per loro all’interno di “P’orto”. Abbiamo iniziato una collaborazione con “Cuoche combattenti”, un progetto sociale e culinario che coinvolge le donne che hanno subito violenza, nella trasformazione dei prodotti della nostra terra (conserve, biscotti, prodotti da forno e dolci da dispensa).

Fondata da Nicoletta Cosentino, nostra amica, grande donna, che ha dato a queste donne l’occasione di riscattarsi. E infine sosteniamo una cooperativa che si chiama “No emarginazione”: che gestisce la coltivazione di terre in biologico confiscate alla mafia, dando impiego ad alcuni ragazzi diversamente abili”.

Il mercato Veg è in continua espansione. Cosa ne pensate?

“C’è una maggiore consapevolezza nei confronti del cibo piatto, una presa di coscienza che cresce di giorno in giorno. Molto spesso capita che la gente ci chieda se un piatto ben equilibrato da un punto di vista nutrizionale. Inserendo diversi piatti vegani abbiamo notati che vengono richiesti e scelti non solo da chi è vegano ma soprattutto da chi è vegetariano e oltre. C’è molta fiducia anche da parte del cliente e anche tanta curiosità di assaggiare qualcosa di nuovo e qualitativamente elevato ”.

Esigenze della clientela crescono da un punto di vista di scelte. Cosa ci dite?

“Il mercato c’è tutto, il motivo di aggiungere qualcos’altro è dettato dalla voglia di coinvolgere le persone a vincere la resistenza. L’offerta mista che spazia dai prodotti vegetariani, vegani e magari uno onnivoro, ha dato i frutti sperati. I nostri clienti si rendono conto che non tolgono nulla alla propria alimentazione e al proprio gusto. Alcuni di questi piatti 100% vegetali diventano i preferiti e sono sempre più richiesti”.

Trasferendo a “P’orto” l’esperienza di Ethnic, facciamo una sorta di hit dei piatti preferiti dai siciliani?

“Iniziamo con le “gemelle diverse”, piatto composto con due tipologie di polpette: una con patate, zucca e una salsa di frutta secca; l’altra con sorgo, funghi, salsa di pomodoro e finocchietto. Al secondo posto una cotoletta di funghi pleurotus, piatto a cui siamo affezionate.  L’opzione vegana è fatta con funghi, maionese di lupini, con contorno un’ insalata con prodotti di stagione. I nostri clienti si fanno consigliare e possiamo dire che gli onnivori dopo aver provato la versione vegana, la scelgono spesso e volentieri. Come sempre diciamo, tutto va provato. Metti che poi ti piace?! Al terzo posto, prendendo spunto dal “caldo freddo” di S. Vito Lo Capo, lo proponiamo con una base di pan di spagna al cioccolato veg, una crema yogurt e cannella, pere caramellate e una colata di cioccolata calda e pistacchio: tutto preparato da noi”.

Il rapporto con Veg Sicilia è diventato più che mai produttivo.

Ci crediamo molto alla vostra organizzazione, perché state facendo un ottimo lavoro di ricerca, sinergia, divulgazione, che dà a tutti la possibilità  di intersecarsi con realtà del nostro territorio e alle persone di orientarsi su quali prodotti scegliere e dove mangiare.”.

Giovanni Finocchiaro

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