Vegani in aumento, soprattutto nel Nord-Ovest d’Italia

Si diffonde la consapevolezza di dover pieno rispetto all'ambiente ambientale e agli animali.

Vegani in aumento. Una crescita continua, un segnale dettato da una maggiore consapevolezza e dalla ricerca di salute e benessere. Nel 2020 il numero dei vegetariani e dei vegani è pari complessivamente all’8,9 per cento dell’intera popolazione italiana. Nel 2018 la percentuale era del 7,3, nel 2019 era leggermente scesa a 7,1 per cento.

Il dato emerge da un dossier abbastanza corposo pubblicato dall’Eurispes, istituto di studi politici, economici e sociali che spesso traccia le linee guida delle abitudini nel nostro Paese e segna l’evolversi delle scelte di vita di tutti noi.

Nel rapporto reso noto nei giorni scorsi, si specifica come la scelta di alimentarsi con prodotti naturali e vegetali deriva dalla consapevolezza che i regimi alimentari corretti si basano su una filosofia di vita. C’è maggiore attenzione verso lo sfruttamento animale, il diritto alla vita e non ai maltrattamenti e dalla sofferenza. Una presa di coscienza che è spiegata in numerose tabelle compilate dopo aver ascoltato in tutto il territorio un campione di persone intervistate su vari argomenti.

In Italia, tra l’altro, è ancora al vaglio di Camera e Senato una posta risalente al 2018 per garantire l’opzione vegetariana e vegana nelle mense, nelle scuole, negli ospedali per iniziativa della deputata Michela Vittoria Brambilla e della senatrice Gabriella Giammanco.

L’idea di proporre almeno due menù anche in caserma, nei ristoranti ha incontrato molto entusiasmo.

I testi della proposta di legge indicavano anche multe per i trasgressori, corsi di specializzazione per l’insegnamento di nutrizione, gastronomia e ristorazione, l’etichettatura obbligatoria dei cibi “vegani” e “non vegani”.

Insomma, una piccola rivoluzione alimentare e sociale che è in arrivo nel nostro Paese. In Inghilterra già l’Economist sostiene che il veganismo si affermerà definitivamente come regime alimentare con importanti ripercussioni anche nei business a esso collegati.

Il risultato dell’indagine, secondo quanto scrive l’Eurispes “la dieta vegetariana e vegana hanno visto consolidare la propria diffusione. Rispetto allo scorso anno è aumentato di un punto percentuale il numero di coloro che si professano vegani a tutti gli effetti. Si è passati da uno 0.9 all’1.9 in pochi mesi”.

Nel contempo i vegetariani sono passati dal 6.2 per cento al 5.4. L’Eurispes, spiega che presumibilmente questo calo è dovuto al passaggio del regime alimentare da vegetariano a vegano.

Nelle numerose tabelle di confronto, ancora l’indagine indica una notevole componente femminile che sceglie di alimentarsi con cibi vegetali.

La percentuale è pari al 2,8 per cento, mentre la percentuale degli uomini si attesta all’1,1 per cento. Nel complesso le donne che si professano vegetariane o vegane sono il 15,3 per cento.

L’analisi geografica è interessante da esaminare. Sicilia e Sardegna sono le due regioni in cui c’è stata la maggiore incidenza di vegetariani (10,4 per cento). I vegani in aumento, invece, sono nel Nord Ovest: qui la percentuale è salita al 3.1 per cento.

Altra curiosità: nel sondaggio il 24,1 per cento ha dichiarato che la scelta vegetale è dovuta anche a una filosofia di vita, alla consapevolezza acquisita nel pieno rispetto ambientale e animale.

Il consumo di alimenti è oggetto di attenzione dei sondaggi. Un quinto degli intervistati ammette di acquistare cibi senza glutine, eppure solo al 6,4 per cento è stata diagnosticata un’intolleranza.

Stesso discorso per gli alimenti senza lievito. Un quinto li acquista, solo il 4,6 per cento è intollerante. Il resto degli italiani se compra alimenti con queste caratteristiche è perchè tiene un regime di nutrizione particolarmente attento.

Per leggere l’intero rapporto Eurispes e confrontare le tabelle, ci si può collegare a questo link:
https://eurispes.eu/rapporto-italia-2019-vegetariani-e-vegani-le-nuove-diete-si-consolidano/

Giovanni Finocchiaro

Commenti