Alessandra Dal Zotto, “I criticoni del veg li conquisto a tavola”

Secondo la vegan coach etichettare la propria alimentazione ne impoverisce il concetto

Alessandra Dal Zotto. Veneta di nascita, siciliana di adozione, non si definisce vegana ma ha un amore sconsiderato per l’alimentazione naturale, senza alterazioni. Ce lo spiega in questa piacevolissima chiacchierata.

Alessandra, cresciuta in cucina fin da piccola,  ama cucinare il territorio in cui vive e dal quale trae una grande energia. Libera professionista, architetto d’origine, ha studiato alla scuola di cucina Vegan «il sesto sapore». Crede fermamente nel dogma che la nostra salute viene dal piatto e dall’amore con cui viene preparato.

Un architetto in cucina. In una cucina di ispirazione vegana. Cara Alessandra, c’è per forza di cose una correlazione?

“I miei studi e le mie esperienze lavorative attualmente convergono tutti nella mia cucina. I miei piatti ne sono il riassunto. Sicuramente il corso di estetica seguito all’università mi ha aperto un mondo sulla bellezza e sull’importanza di ricercarla in ogni cosa che facciamo e in quello che ci stanno intorno. Bellezza intesa come armonia, anche in quello che mettiamo nei nostri piatti”.

Cosa l’ha spinta ad abbracciare lo stile di vita veg?

“Ognuno di noi, se è fortunato, segue un percorso di consapevolezza personale nella propria vita, anche sotto il punto di vista alimentare. Il percorso personale mi ha portato piano piano a scegliere di alimentarmi naturalmente, senza prodotti industriali e derivati animali. Da 6 anni non assumo farmaci perché non mi ammalo. Non sono mai stanca e sempre piena di energie per fare mille cose con il sorriso… Questa è la mia esperienza”.

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Veneta di nascita, siciliana di adozione. Di cosa è rimasta stregata e quali sono i suoi luoghi del cuore?

“La Sicilia è sempre stata il mio grande amore. Sono sbarcata alle Eolie inconsapevolmente quando avevo 20 anni e per destino non me ne sono più andata. Sento di appartenere a questa isola piena di luce, colore, bellezza e magici contrasti. La natura selvaggia delle isole Eolie e la ricchezza della natura sono una continua fonte di ispirazione.  L’energia che sprigiona questa terra è la stessa che mi ispira ogni giorno”.

Lei afferma: la nostra salute deriva dal piatto e dall’amore con cui viene preparato. Approfondiamo l’argomento.

“Il concetto è molto semplice. Se noi prendiamo consapevolezza e consideriamo un atto di amore verso noi stessi e il mondo, il cibo che mettiamo nel nostro piatto, quello vero,  questo cibo diventerà la nostra medicina anche spirituale. E la nostra consapevolezza passa inevitabilmente attraverso dei fattori: la stagionalità, il biologico, la naturalità intesa come non raffinazione e l’autoproduzione. Coltivare o produrre il proprio cibo è una rivoluzione per noi stessi e per il mondo. Dobbiamo informarci sui metodi di produzione industriale e di allevamento. Con le giuste informazioni possiamo scegliere il meglio per noi”.

I vegani in Sicilia: visto che li frequenta ce li descriva con pregi e difetti.

“Non mi definisco vegana e non uso questo termine. Etichettare la propria alimentazione o il proprio stile di vita restringe e impoverisce il concetto. In realtà non conosco molti vegani siciliani, ma tramite i corsi di cucina ho conosciuto tante persone attente a desiderose di migliorare la propria alimentazione e cambiare le abitudini familiari. Anche se fare cultura veg in Sicilia è ancora difficile…le tradizioni e le abitudini sono molto radicate”.

Alessandra Dal ZottoFaccia la stessa cosa con i non vegani, anzi con i criticoni del veg.

“I criticoni del veg li conquisto a tavola, dove tutte le polemiche si chiudono”.

La sua specialità in cucina.

“Ogni piatto che penso e propongo parla di me. Quello che piu’ mi rappresenta è un incontro tra  Veneto e Sicilia, cioè il risotto al finocchietto selvatico con burro di mandorla”.

 

Veg Sicilia è un riferimento per lo stile di vita che propone; che cosa pensa dell’associazione?

“Veg Sicilia è l’altro incontro non per caso che la Sicilia mi ha regalato. La stessa visione dell’alimentazione, del territorio, della cultura del cibo. Facciamo le cose per passione e con il cuore, non perché va di moda. Prima di tutto crediamo in quello che siamo e che facciamo. Quello che sicuramente apprezzo di più è l’assenza di fanatismo o di eccessi  nel proporre la propria informazione, e solo per questo è una voce “veg” che va ascoltata e seguita”.

Giovanni Finocchiaro

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