Andrea Graziano di FUD Bottega Sicula ”I vegani devono essere accontentati una volta che mettono piede in un locale”

Il veganismo e la scelta vegetariana sono da studiare per proporre il meglio.

“Da piccolo volevo fare il pizzaiolo. Ed è stato il primo impatto emozionale con il mondo del cibo. Ho sempre amato il cibo. Amo parlarne, lavorarlo, amo ogni aspetto di questo mondo”.

Andrea Graziano, 42 anni, imprenditore, ideatore, stakanovista, grande appassionato, motivatore, grande esempio per la realtà siciliana, lo trovi in sede anche alle due del pomeriggio di un sabato assolato: “Ci sono eventi da organizzare, i locali da mandare avanti. Non ci si ferma mai, non ci si si stanca perchè curiosità e passione ti fanno andare avanti”.

Il concetto Bottega Sicula ribalta il mondo del cibo ha scritto presentando un progetto che è ormai avviatissimo.

“L’idea nasce dalla voglia di semplificare cosa c’è attorno al cibo. Sei, sette anni fa c’è stato il boom dell’alta gastronomia e, a dire il vero, s’è creata confusione e un affollamento negativo. La ristorazione di qualità deve essere fruibile, anche le cose più banali come nome, linguaggio, menù, cartelli devono essere accessibili a chiunque. Abbiamo cercato di creare prodotti di qualità non per una nicchia ristretta di persone”.

Infatti la vostra scelta abbraccia in maniera trasversale tutte le generazioni ed è a portata di tasca.

“La fruibilità passa anche dal rapporto qualità prezzo: l’altissima qualità del prodotti non sempre costa di più. Viviamo in una terra che offre prodotti genuini a costi anche contenuti. Senza alterare la qualità di quello che si mangia. Dunque abbiamo cercato e continuiamo a farlo ogni giorno per scegliere e dunque proporre il meglio”.

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In questo senso la Sicilia un serbatoio eccellente di materie.

“Nella nostra terra molte materie di qualità non sono conosciute, eppure ovunque ci sono risorse enormi. In un momento in cui si vendono concetti e forse si straparla, noi cerchiamo di fare in modo che il nostro pubblico riesca a gustare e a giudicarci per quello che proponiamo. Nessuna polemica, per carità, ma sento parlare di km 0, slow food, grani antichi anche da personaggi che si improvvisano esperti e non lo sono”.

Il suo rapporto con Veg Sicilia e con il mondo vegano in generale sembra consolidato.

“Si perché noi rispettiamo le varie scelte che siano idealiste oppure operate per necessità. Abbiamo riservato, mettendo in vendita i nostri prodotti riconoscibili in modo semplice e diretto come semplice è il nostro cibo, un’attenzione a chi è intollerante, a chi sceglie il mondo vegano per una questione concettuale ed etica. Il tutto, ovviamente, cercando di non trascurare soprattutto la qualità”.

Visto da occhi neutrali, Graziano, come giudica il movimento vegano in Sicilia?

“Il veganismo e la scelta vegetariana sono da studiare per proporre il meglio. E per questo siamo aperti a scambi e confronti con ciò che sono le richieste di oggi. C’è sempre un lavoro, c’è uno studio approfondito dietro una proposta. Credo che le buone materie prime servono a rispettare chi si avvicina a questo mondo. La Sicilia ha un’attenzione e una grande richiesta. Ci sono vegani per scelta di vita, per opzione salutistica o per scelta modaiola. Ma devono essere accontentati per quel che desiderano una volta che mettono piede in un locale”.

La Sicilia, sotto l’aspetto della proposta culinaria ha mille colori, mille aspetti anche positivi, c’è una grande scelta e un continuo movimento visto in chiave positiva. Ed è la conoscenza di questo che bisogna approfondire per chi pretende una scelta vegan. C’è, poi, chi si arrangia.

“In Sicilia, a Catania soprattutto, ci si industria. Altrove magari di meno perchè ho conosciuto e frequentato realtà molto statiche. Ma vivo in Sicilia, ho casa a Milano, noto la differenza tra popoli anche a distanza di 100 km. Abbiamo una terra con grandi risorse e le utilizziamo anche male, come risorse siamo tra i primi in Italia, siamo nel mirino di tutti gli specialisti, ma non sempre riusciamo a raccontare la Sicilia come si deve. Dobbiamo farlo sempre meglio”.

fud bottega sicula
Andrea Graziano e lo staff FudBottega Sicula
Nella sua intensa, frenetica, soddisfacente vita lavorativa ha a che fare con clienti di tutte le età. I giovani recepiscono la qualità del prodotto o sono sempre legati al fast food? C’è una presa di coscienza in merito al cibo incoraggiante in Sicilia o no?

“Una grande verità e è che non solo i giovani, ma persino i giovanissimi sono molto preparati e capiscono la qualità dei prodotti che arrivano a tavola. Parlo di ragazzi età compresa tra i 14 e i 16 anni. Per noi è incoraggiante. I clienti sono tutti uguali, se scelgono un locale pubblico cercano qualità a prescindere dallo stato sociale e dell’età. Ma, attenzione, i giovani di oggi sono molto più attenti rispetto a quelli della mia generazione”.

Giovanni Finocchiaro

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