Dott.ssa Carmela Patania: le erbe fanno parte della nostra tradizione e della nostra storia

L'erborista tradizionale ci racconta come sia importante l'utilizzo delle erbe e come sia fondamentale saperle riconoscere

Dopo la diretta di lunedì 11 maggio sulla pagina Facebook, all’interno della rubrica Veg Sicilia con la dottoressa Bibiana Lucifora, medico gastroenterologo, abbiamo parlato della salute del fegato e delle erbe da utilizzare. Ospite della diretta l’erborista Carmela Patania. In questa intervista vi raccontiamo il suo percorso e di come le erbe siano parte della nostra storia e di quanto possano migliorare la salute di ognuno di noi se le usiamo nel modo giusto.

 

La dott.ssa Patania è laureata in Scienze erboristiche. E’ operatore olistico, socio onorario della Scuola Medica Salernitana, Ambasciatore dell’ Accademia Italiana Gastronomia Storica. Attuale studente in Biotecnologie agrarie.

 

1.Dottoressa Patania, come è cambiata la cultura alimentare nella società moderna rispetto a quella di un secolo fa?

“L’ uomo moderno “smart and fast ” ha modificato il concetto di cultura alimentare. Sia da un punto di vista del prodotto, in termini di stagionalità e territorialità, sia da un punto di vista ideologico, mutando il concetto della ritualità nella preparazione del pasto. Negli ultimi 50 anni a seguito del processo tecnologico ed industriale, l’uomo si è adattato a questi ritmi veloci dovendo tralasciare tutto ciò che rallentasse la sua giornata. Tra questo la preparazione, la ricerca e la scelta del cibo fresco. Pian pianino si è trovato a scegliere prodotti ” precotti ” e/o ” pronti da scaldare “.

 

2.In che modo è arrivata a studiare le erbe e il loro utilizzo? C’è una storia affascinante dietro ogni pianta, ci racconta la sua di storia?

“Lo studio delle erbe e del loro utilizzo nasce a seguito della curiosità e dell’ osservazione sin da quando ero bambina. Sia in cucina di mamma, sia in aperta campagna. Vedevo mia madre e mia nonna raccogliere e preparare con cura i vegetali da cucinare e quando preparavano i piatti mi spiegavano il lato salutare di quella pietanza. Ad esempio, per la pasta con i tenerumi ( Lagenaria Longissima L. ) mia nonna diceva: “t arrifrisca u stumaco” . Io mi chiedevo come fosse possibile che una pasta bollente potesse rinfrescarmi lo stomaco, soprattutto durante il periodo estivo. Quando iniziai a studiare i testi antichi ne capii il significato. Le piante erano classificate in base alla “dottrina dei quattro umori” basata a sua volta sull’antica “teoria degli elementi” e compresi che per gli antichi la mucillagine contenuta nelle foglie e nei germogli dei tenerumi hanno la proprietà di purgare gli umori nocivi e tenere ben caldo e funzionale lo stomaco.

3.Le erbe vanno capite e utilizzate nel modo giusto. Abusare può comunque portare al peggioramento della nostra salute. Ci spiega meglio il punto?

“Lo studio delle erbe, coadiuvato dalle nozioni scientifiche, ci dimostra che ciò che è naturale può spesso risultare non sicuro o addirittura dannoso per la nostra salute. Il connubio ” Naturale è Salutare” può essere nocivo specialmente se si segue una terapia farmacologica, durante la gravidanza o l’allattamento. La politica del “fai da tè” o di “dottor Google” non è per niente consigliata, è sempre opportuno chiedere all’erborista laureato e/o al farmacista la pianta officinale indicata per quella situazione.

 

4.I nostri organi che influenziamo principalmente con l’alimentazione sono intestino, stomaco e fegato. Quali erbe possiamo utilizzare per migliorarne il funzionamento?

“Le piante officinali usate con moderazione e discrezione hanno delle proprietà funzionali sui vari organi. Tuttavia si utilizzano solo in determinati momenti della vita ovvero quando c’è un malessere. Vi suggerisco qualche rimedio alimentare che ne supporta il funzionamento durante il periodo estivo.

– intestino: Nespola (Mespilus germanica) 2/3 frutti molto maturi al mattino a digiuno regolano l’intestino.

– stomaco: Ciliegia (Cerasus vulgaris) una manciata prima dei pasti.

– fegato: Cicoria (Cichorium intybus) 30g di foglie in infusione in 1 l di acqua bollente. Bere 1 tazza prima dei pasti.

 

5.In questo periodo di quarantena, stressati, rinchiusi, quali possono essere le integrazioni naturali, di erbe o piante, che possiamo inserire all’interno della nostra alimentazione, per migliorare fisco e pensiero?

“Questo periodo di quarantena ci ha riavvicinati alla ritualità della preparazione del cibo con amore verso noi stessi e i nostri cari. Le integrazioni alimentari per migliorare corpo e mente, oltre ad un adeguato apporto idrico giornaliero, alle moderate porzioni di cibo e attività fisica, sono la verdura e la frutta fresca di stagione come le Albicocche, le Nespole, le Zucchine. Se a casa avete una piantina di Menta o Rosmarino, fate un infuso e ancora tiepido bevetelo dopo i pasti”.

6.Lei parla spesso di Biodiversità, prediligendo i prodotti della nostra terra, invitando tutto a mangiare e bere siciliano. Perché dobbiamo prediligere il nostro territorio?

“E’ un argomento che ho a cuore poiché la Biodiversità è la nostra ricchezza di vita sulla Terra. Pensiamo ai milioni di piante, animali e microrganismi e ai relativi sistemi ecologici in cui vivono. E’ opportuno prediligere i prodotti della nostra terra poiché l’ unico modo per preservare la biodiversità è mangiarla, pensiamo ai prodotti DOP o ai “frutti dimenticati” che tanti agricoltori stanno coltivando. E’ opportuno prediligere gli alimenti preziosi del nostro territorio come ” u trunzu di Aci ” (Brassica oleracea var. gongylodes ), il Mandarino tardivo di Ciacculli o il Limone di Siracusa e tanti altri. Oltre a preservare le specie e le cultivar del nostro territorio sosteniamo l’economia degli agricoltori siciliani”.

 

7.Quali sono le zone più ricche di erbe spontanee, da dove parte la sua opera. Quali sono le stagioni favorevoli?

“La raccolta delle erbe spontanee, dei loro frutti e delle parti edibili è un passo importante per avere una buona materia prima. Si valuta in base al tempo balsamico ovvero il periodo in cui la parte della pianta interessata fornisce un prodotto con la più alta presenza e qualità di principi attivi. Riguardo le zone più ricche, oltre quelle che conosco, mi faccio aiutare dai Botanici. Le zone più ricche sono un segreto poiché è opportuno tutelare la biodiversità di determinati habitat. Nell’ultimo decennio abbiamo assistito, a seguito della moda della raccolta di piante spontanee, al depauperamento di alcune zone ricche in varie specie vegetali. Sembrava che fossero passate le cavallette”.

8.In questo consiglio, si avvicina molto alla mission di Veg Sicilia, che promuove appunto i prodotti a km 0 e i produttori che si prodigano per un’agricoltura pulita per offrire cibo sano e coltivato con certi criteri. Come nasce la vostra sinergia?

“La sinergia con VegSicilia nasce a seguito dell’ invito a partecipare alla rubrica della dottoressa Lucifora. Abbiamo parlato di consigli su erbe ed alimenti tradizionali per la salute del fegato. Ci sarà sicuramente modo di organizzare qualcosa insieme”.

 

Giovanni Finocchiaro

 

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