Francesca Maugeri Holmstrom: ”Catania, laboratorio a cielo aperto”

Sorella della vj e autrice di libri vegan Paola Maugeri, vive tra Malmö, in Svezia, e Catania

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C’è sempre un pretesto per tornare a casa. Sempre. La nostalgia dei sapori, la voglia di riascoltare il battito di quella Madre terra che Francesca Maugeri Holmstrom e i pendolari del mondo come lei chiamano la Muntagna, ovvero sua Maestà l’Etna, il vulcano che troneggia sulla Sicilia. Francesca decide 13 anni di fa di trasferirsi in Svezia insieme a due dei figli più piccoli.

Esperta di crudismo e nutraceutica
Corsi di cucina siciliana (e veg)  in Scandinavia sulle note della Norma.

“Quando insegno ai miei allievi a preparare ricette isolane con la musica Vincenzo Bellini, sicilianità e felicità diventano la stessa cosa”
Mia sorella Paola a 14 anni si rifiutò di assumere proteine animali. Mia madre Rosita, preoccupatissima, non smetteva di ripetere: “E ora a picciridda comu crisci?”


Perché Francesca ha deciso di tornare in Sicilia?

Lavoro per un’azienda americana di nutraceutica (quei nutrienti contenuti negli alimenti che hanno effetti benefici sulla salute) e mi sono specializzata in percorsi detox. Mi dedico a tutte le persone che vogliono cambiare stile di vita e alimentazione.

Come nasce la sua passione per queste discipline?

La prima vegana della famiglia è stata mia sorella Paola, vj catanese, attivista del mondo vegan e autrice di libri fortunati su alimentazione e non. Mia madre ebbe un momento di sconforto quando Paola, a 14 anni, si rifiutò di mangiare proteine animali. “E ora a picciridda comu crisci?”. Una domanda che tanti genitori si pongono quando vogliono intraprendere una nuova alimentazione vegetariana o vegana.

Lei dunque ha seguito Paola?

Io sono la primogenita di quattro fratelli, Paola è la più piccola. Negli anni 80, dopo aver conseguito il diploma di erborista alla facoltà di Farmacia dell’università di Modena,  avevo aperto uno dei primi negozi di erboristeria a Catania: la Bottega del naturista di via Monfalcone. Di lì a poco iniziò in quel piccolo negozio una grande rivoluzione. Quel luogo diventò il crocevia di coloro che erano un po’ seguaci di Feurbach (“tu sei quello che mangi”) un po’ discepoli della psicoanalisi junghiana. Da allora sono passati quasi 40 anni e non ho mai smesso di amare il mio lavoro.  Tanto che i miei figli mi rinfacciano sorridendo di quanto si sentissero diversi al momento della ricreazione a scuola: a loro preparavo  panini integrali con miele bio e semi di sesamo mentre i loro compagni addentavano succulenti mafaldine con la mortadella.

Perché si trasferisce in Svezia?

Volevo realizzare qualcosa che mi facesse felice. Decisi di aprire una gelateria siciliana a Malmo, in Svezia, e  trapiantare un pezzetto di cultura siciliana in Scandinavia. Mio nonno Mariano dalla seconda metà degli anni 50 era il proprietario della pasticceria Costarelli di Acireale, a quei tempi la più celebrata della Sicilia orientale. Lasciai gli studi di Naturopatia e mi iscrissi a un corso di gelateria a Catania. Ebbi la fortuna di avere come insegnante il maestro Luca Caviezel, il decano dei gelatieri catanesi.

Come si vive in Svezia?

E’ un Paese ossessionato dal rispetto delle regole, con una natura prorompente e una densità umana molto bassa, quasi desertica in certe aree della Lapponia. Un clima ostile ma con i consumi procapite di gelato tra i più alti al mondo. Chiamai la gelateria “Dolce Sicilia” e all’inizio gli abitanti di Malmo sembrarono diffidenti. Poi su un giornale locale apparve la recensione della nostra gelateria e un sabato soleggiato di aprile, all’apertura del negozio, con grande sorpresa trovammo ad attenderci decine di clienti rigorosamente in fila indiana.  Tutti volevano assaggiare il nostro gelato alle nocciole dei Nebrodi e ai pistacchi di Bronte.

La sua passione per il veganesimo nasce il Svezia?

Un giorno assistetti per caso al parto complicato di una mucca. Le attenzioni di quella madre per il suo cucciolo in pericolo di vita toccarono in me corde profonde. Probabilmente, una consapevolezza che si manifestò improvvisamente. Non ebbi più dubbi: non ci si può nutrire di sofferenze altrui.

Quali sono le differenze tra Catania e i Paesi Scandinavi che l’hanno colpita di più.

Un solo esempio: entro cinque anni Paesi come la Danimarca  coltiveranno solo in biologico. Altra originalità è quella di saper valorizzare qualsiasi testimonianza del passato: costruiscono storytelling accattivanti anche attorno a quattro pietre antiche. E la mia Catania? Siamo circondati da una bellezza trascurata. Scandinavia e Sicilia sono  due luoghi agli antipodi che rappresentano il propellente della mia creatività. Ammetto che non riuscirei a fare a meno né dell’uno né dell’altro.

Il suo rapporto vegano con Paola.

Ci aiutiamo tanto, ci confrontiamo e a volte non ci capiamo. Abbiamo scritto insieme “Alla salute” edito da Mondadori, un libro sul cibo crudo. In realtà, ci sono anche le incursioni di una terza sorella, Rosanna, psicologa a Milano e ottima cuoca, che ha scritto un libro – I segreti di Palazzo Modò – sulle ricette tradizionali di famiglia. La mia passione per il crudismo l’ho coltivata attraverso la frequentazioni di corsi in Svezia e negli Stati Uniti. Sono reduce dalla partecipazione ai seminari di Matthew Kenney, il guru riconosciuto di raw food di Los Angeles.

Come ci vedono gli svedesi?

francesca maugeri holstromAdorano la Sicilia. Mi è capitato di sostenere conversazioni con grandi esperti della musica di Vincenzo Bellini. A tratti, ammetto, ne sapevano più di me. Tanto che da allora ho cominciato a tenere dei corsi di cucina e cultura siciliana sulle note della Norma. Momenti in cui sia per me che per i miei allievi sicilianità e felicità diventavano una cosa sola.

A Catania il percorso veg continua?

La nostra città è un laboratorio a cielo aperto. Innovazione e tradizione si mescolano continuamente. Ho scoperto tante realtà emergenti e avide di novità. Sta cambiando in meglio anche il modo di narrare queste nuove sensibilità, come dimostra Veg Sicilia di Luce Pennisi. Ho tenuto dei corsi di crudismo con Salvo Pistorio e Giuseppe Cavallaro della Cucina dei colori, un ristorante veg in via San Michele. Il futuro? Catania è una città smart: sono sicura che saprà sorprenderci.

Giovanni Finocchiaro

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