Giulia Giunta,la chef siciliana: “Non volevo mangiare animali per motivi etici”

Da Noto a Milano, docente Funny Veg Academy e scrittrice di successo

Una vita avventurosa, un solido bagaglio di esperienze che hanno temprato il suo carattere. Doti e intuizioni made in Sicily. Perché quando Giulia Giunta, nel 1998, è andata via da Noto ha lasciato affetti, amicizie e una cittadina che ancora doveva vivere il boom turistico e culturale. Milano era un porto di approdo per chi si sentiva ingabbiato e per chi voleva coronare sogni personali e professionali.

Oggi Giulia è uno dei volti (e delle menti) più stimati e ammirati della Funny Veg Academy, laboratorio nato dall’unione di chef e di professionisti con esperienza pluriennale nel campo dell’alimentazione a base vegetale.

L’accademia non è solo cucina, Giulia, ma molto altro ancora.

“C’è uno staff di giornalisti che cura la rivista FunnyVegan, il primo magazine italiano dedicato al vegan life style. C’è un gruppo di specialisti del marketing e di comunicazione dell’agenzia FunnyVeg srl. Attraverso i nostri professionisti offriamo consulenze per il settore food&beverage e per l’organizzazione di eventi aziendali”.

Via da Noto, dunque: c’era un motivo ben preciso.

“Mi sono laureata a Milano in lingue, e ho trovato lavoro in una casa editrice. Ho lavorato come traduttrice, soprattutto correggevo le bozze. Mi hanno trasferito al recupero crediti per la crisi dell’editoria e della casa per cui lavoravo. Non era un settore che amavo tanto, ho resistito tre anni e nel frattempo ho cercato altro”.

La svolta ha colori, sapori e odori veg.

“Nel 2007 ho conosciuto mio marito, era vegetariano. Lo sono diventata anche io, non volevo mangiare animali per motivi etici. Mi sono appassionata alla cucina vegetariana. Nel 2012 ho aperto un blog e mi sono avvicinata alla cucina vegetale eliminando mano a mano derivati animali”.

Una solida esperienza di base che è stata fondamentale per la crescita personale e professionale.

“Ho frequentato un corso di cucina macrobiotica. Ora collaboro con lo chef Salvini (che dirige FunnyVeg Academy), conosciuto nel 2013: frequentavo i suoi corsi, e anche quelli della cucina crudista”.

Come si fa a mollare un lavoro sicuro per esibirsi in cucina? In una cucina che basa il lavoro su elementi vegetali?

“Ho cominciato curando le cene di cucina vegetale per un agriturismo, creavo piccoli catering. Sì, ho deciso di mollare il mio lavoro per dedicarmi alla cucina. Occorreva passione e io l’avevo. Ho fatto una gavetta pesante: ho lavorato in una piadineria, in una gastronomia per vivere esperienze varie”.

Ottima scelta, anche difficile da sostenere.

“Ne sono uscita rafforzata. Ho cominciato a tenere i corsi di cucina, li tengo da cinque anni, quindi sono approdata alla “FunnyVeg Academy”, una realtà di grandissimo livello e di comprovata efficienza. Ci occupiamo di rapporti con clienti, sponsor, produciamo video ricette e foto ricette, partecipiamo alle fiere.

Sono una delle blogger ufficiali della Sana di Bologna (la manifestazione fieristica leader in Italia nel comparto dei prodotti biologici).

Giulia Giunta da food blogger a insegnante di cucina, quanta esperienza ha vissuto…

“Alla Funny Veg Academy” tengo corsi di cucina per famiglie, tengo anche corsi amatoriali. Ci avvaliamo di medici che curano la parte teorica. E’ in calendario ogni anno pure un corso di salute alimentare”.

Si, ma tornando alla sua scelta originaria, come si fa a lasciare il posto fisso per abbracciare una passione che può anche diventare una vera incognita?

“Essenzialmente quello che facevo non corrispondeva a quello che ero. Tutto ciò, a lungo andare, crea disagio. Ho seguito la mia passione, non riuscivo a sdoppiarmi e ho fatto una cosa che corrispondesse a quello in cui credevo. La passione è cominciata dopo i 35 anni, ma da quando ho scoperto il mondo della cucina vegetale, la mia è una sfida giornaliera con me stessa.  Devo creare piatti gustosi e belli da vedere, con una certa estetica. Al tempo stesso deve essere una cucina alla portata di tutti”.

Per non farsi mancare nulla, Giulia Giunta ha anche scritto due libri di successo.

A tavola con Giulia” e, nel 2016 “Bimbo sano vegano” edito da Mondadori. Ho proposto le ricette insieme con la dott.ssa  Michela De Petris, famosa nutrizionista e al pediatra Pietro La Monaca, originario di Lentini”.

Nella sua terra, da quattro anni, Veg Sicilia cura corsi di cucina, ma anche incontri per informare chi si accosta a questa realtà culturale e per prevenire e curare.

“Guardo con interesse l’attività di Veg Sicilia. Prima o poi ci incontreremo, perché a giorni tornerò a casa, a Noto. Seguo la vostra attività tramite il portale, vedo quanto sia impegnata Luce Pennisi, e non solo, nel predisporre i corsi di cucina. C’è ben altro.
In passato ho fatto solo una mega cena per 60 persone a Noto, vorrei fare molto altro nella mia terra. Catania è molto attiva, rispetto a tante altre regioni d’Italia la nostra Sicilia sta sviluppando continuamente progetti anche validi e si aggiorna costantemente”.

Siamo avvantaggiati dalle offerte naturali del territorio.

“Molte materie prime sono made in Sicily. Quando torno a Noto e mangio la caponata con le melanzane, bevo il vino di casa, gusto di nuovo il “mio” pane di casa, torno ragazzina”.

Nella terra della carne di cavallo c’è molto da costruire. Cosa ne pensa Giulia Giunta?

“Ci sono pregiudizi da abbattere: quando sento dire che la cucina vegana è costosa, offre porzioni minime mi arrabbio. Tutti pregiudizi, combattiamo le idee stereotipate. La cucina vegana è semplice. Le tradizioni locali sono da valorizzare, ma anche i prodotti industriali ben vengano, purché siano genuini.

Servono a far provare gusto e qualità alla gente che curiosa tra gli scaffali dei centri commerciali. Fa far capire che i vegani non mangiano solo lattuga. Poi, strada facendo, ci si può raffinare”.

Giovanni Finocchiaro

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