Lina Siracusa, la nerd di VegSicilia: da numeri e diplomazia all’attivismo veg

Ama stare dietro le quinte l'eclettica siciliana che gestisce sito web e pagina Fb dell'associazione

Lina Siracusa è la Nerd di VegSicilia.  Ogni giorno con la sua passione ed esperienza, e dietro un assiduo lavoro di squadra, ottimizza e aggiorna il portale. Inserisce contenuti e programma la pagina Facebook. E’ la figura che ricopre le funzioni di webmaster e  socialmedia manager.

Lina è questo, sì, ma tanto altro ancora. Tantissimo. Introversa e sensibile, alternativa e generosa, passionale e razionale (a volte serve). Un’importante figura dell’associazione che dietro le quinte lavora e programma proposte e contest.

Nella pagina di presentazione del suo sito ha scritto: “Faccio e disfo siti web per divertimento e credo che l’osservazione di qualsiasi cosa sia la chiave del successo. Se non osservi non capisci. Se osservi capisci e riesci a fare. I social media? Una passione travolgente”.

La calatina adottiva, ericina di nascita, tutta calma e riflessione si racconta dopo mille tentativi. Chi sta dietro le quinte difficilmente cerca la ribalta ma nel giorno del suo compleanno abbiamo fatto un piccolo scoop.

Come nasce il tuo impegno per Veg Sicilia?

“Mi sono sempre occupata di relazioni tra aziende in una società. Ero nell’ufficio commerciale e il mio pane quotidiano erano numeri e diplomazia. Nel 2009 mi sono licenziata e mi sono reinventata un’attività portando avanti quelle che erano le mie passioni di sempre. Il web era un mondo che conoscevo bene e da autodidatta ho cominciato a creare siti. Successivamente ho frequentato corsi, ho letto libri. Ma ho cominciato da sola. La Rete è una fonte di sapere impressionante”.

Mi dici che sei paziente e non amavi giocare con le bambole.Meglio aggiustare radio, vero?
“Ho molta pazienza. Eccessiva, direi. Difficile che mi si veda arrabbiata. La pazienza è una delle virtù importanti per stare bene. Ti permette di valutare meglio, non a caso gioco a scacchi. Meglio rilassare la mente facendola lavorare. La storia della radio mi fa sorridere sempre. Non amavo tanto le bambole e da ragazzina avevo già una predisposizione naturale per la tecnologia. Ricordo che ne riparai una senza libretto d’istruzione. Mi affascinavano già tutti i congegni elettronici. Certo mio padre rimase a guardare divertito (lui era un mago in fatto di congegni elettrici)”.

Un’adolescenza fuori dagli stereotipi. Ecco la Lina Siracusa rivoluzionaria.

“Da ragazza ero da prima fila nella lotta di classe infatti certe volte ringrazio di esser nata in provincia.Mi domando spesso che fine avrei fatto se fossi stata in posti dove certi movimenti son stati più strong per cosi dire. Sono un’incendiaria in pensione (ride lei, ndr). Inquieta e insoddisfatta mi sono sempre sentita nel posto sbagliato, sono andata sempre controcorrente.
E infatti a 16 anni ho fatto la classica fuga adolescenziale. Via da casa con uno zaino in spalla e quattro
lire in tasca. Direzione Catania-Milano solo andata.

Negli anni Anni Ottanta i movimenti milanesi attraevano i ragazzi. Sapevano di aria internazionale, di evoluzione. Per circa un mese mi sono arrangiata con i soldi che avevo, ho dormito per strada e sui treni nel mito delle illusioni nella city. Ho conosciuto la realtà di chi dormiva sotto i portici a San Babila e nella zona della stazione. Tocchi la vita conoscendo una realtà cruda.

Avevo vissuto in maniera agiata, fino a qualche giorno prima. Quell’impatto mi ha segnato moltissimo,
da quel momento ho imparato a non giudicare nessuno, pratica diffusa soprattutto nei paesi di provincia (e che personalmente aborro). Ho ascoltato le storie di chi non aveva più un tetto e tra loro c’erano anche persone come noi, che hanno avuto – nella vita – vicissitudini particolari. Persone gentili e alcune di loro anche colte pronte a dare quel poco che avevano”.

Torniamo al tuo ruolo fondamentale in Veg Sicilia.

“L’incontro con Veg Sicilia l’ho cercato, sono vegana dal 2014 e ho cercato su Facebook realtà vegan nostrane. All’epoca avevo già un blog e divulgavo la mia esperienza. Ho conosciuto Luce Pennisi, ci siamo incontrate ed è nato un feeling particolare che negli anni si è sviluppato e che oggi è diventata una vera amicizia. Siamo diverse e abbiamo avuto l’intelligenza di saperci ascoltare e completarci nelle nostre personali peculiarità. Sempre spinte dalla stessa passione oggi portiamo avanti un discorso all’insegna dell’idealismo e dell’etica”.

Oggi chi si alimenta con cibi vegetali viene giudicato. Bene o male, ma viene giudicato.
“Io non sono una persona che giudica, il cibo è una sfera intima. Ma sono sicura di quello che ho scelto io. Andiamo verso uno stato evolutivo che non può prescindere da una scelta vegetale. La velocità con cui si capisce questo concetto dipende dalla persona”.

I mille volti di Lina ci portano fino al confine tra il nostro mondo e quello di chi ci circonda.
“Sono attratta dalle stelle e dai pianeti lontani. Nell’Universo non siamo soli, ci sono altre presenze che hanno vita altrove. Sono esseri più evoluti, luminosi. Ed è un’idea simile a quella che hanno coloro che credono in Dio. Se vogliamo avvicinarci a queste realtà dobbiamo avere cura di noi stessi, del pianeta. Serve rispetto per gli altri e per noi stessi. E verso gli animali: mi sembra assurdo che nel XXI secolo  gli animali vengano trattati in maniera discriminante e violenta”.

Questa passione è diventata un romanzo.

“Sì, nel 2015 ho iniziato a scrivere un racconto fantasy sugli starseed “Siamo Qui”. Il diario di Hathor principessa di Maia della Costellazione delle Pleiadi. Un estratto è stato già pubblicato. Scrivo nei ritagli di tempo e un giorno quando lo finirò aspetterò un editore che dia alle stampe l’opera completa”.

Non solo impegno sociale e cucina vegetale. Lina impagina sul web, scrive, ha un titolo ufficiale di assaggiatrice di vino, è mamma, ha due figli, studia le stelle, è anarchica e antispecista. Calma e riflessiva. E non mi ha raccontato tutto…

Ma non era un peccato farla rimanere ancora dietro le quinte?

Giovanni Finocchiaro

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