Loredana Cannata ”La scelta vegana è un atto d’amore quotidiano”

L' attrice siciliana racconta il suo percorso di vita consapevole che non ha mai abbandonato.

“La scelta vegana è rivoluzionaria, è un atto d’amore quotidiano verso animali e persone”. Il pensiero di Loredana Cannata è uno slogan da copertina, ma anche il pensiero costante che ha spinto l’attrice a intraprendere, sei anni fa, un percorso di vita consapevole che non ha mai abbandonato.

Abbiamo incontrato l’attrice siciliana, originaria di Giarratana, durante la promozione del film “Non è vero ma ci credo” nel quale interpreta un’attivista animalista: “Interpreto un personaggio che mi calza a pennello”, ride Loredena.

A parte il lavoro di attrice, in teatro come al cinema, lei – Loredana – è un’attivista che ha sfidato e continua a sfidare i sistemi corrotti ed errati.

“Sono attivista da molti anni, mi batto per i diritti umani, con i frequenti viaggi in Messico mi sono avvicinata allo sciamanesimo: ti spiega il mondo in maniera più realistica di altre discipline”.

Sei anni fa un’altra scelta forte.

“Sono diventata vegana. Mi serviva una spinta per compiere questo passo. Aspettavo un segnale ed è arrivato”.

Una storia curiosa, ce la racconti.

“Ero a casa, sul balcone, e riflettevo sul modo più corretto per proseguire il mio impegno come attivista; coincidenza straordinaria: è passato accanto a me un falco e nello sciamanesimo ha un significato: dice di tenere gli occhi aperti perchè ci sono segnali in arrivo. Il falco è ripassato mentre mi interrogavo”.

Ed ecco arrivato il segnale…

“Da lì a poco sono andata a Francoforte per una manifestazione contro l’austerity. Sono stata arrestata durante una protesta alla Bce. Ho avuto la conferma di come il livello dello scontro si stesse alzando e dovevo alzare anche l’asticella, dovevo assolutamente impegnarmi di più. Vivevo con due gatti ai quali, quando partivo, badava un mio amico. Tornata a casa lo trovai a guardare  un video che raccontava il gesto spirituale del passaggio durante il quale il protagonista mangiava spicchi di frutta. Fu un attimo, dopo 3 giorni sono diventata vegana”.

scelta veganUn atto di amore quotidiano: ecco come ha spiegato la sua scelta.

“Pensavo che mangiare gli animali fosse la normalità, ma ben presto ho scoperto e sperimentato che non mangiarli faceva bene a me e anche a loro ovviamente. Le violenze e le morti degli animali sono inutili, non c’è necessità di cibarsi così. L’affinamento energetico ti porta un passo in avanti rispetto alla tradizionale vita alimentare. Si cura la Terra, l’Ambiente. Il 51% delle emissioni che stanno alterando il clima deriva dagli allevamenti intensivi o dal processo di preparazione della carne per poi essere distribuita sul mercato”.

Ha trovato nella rivoluzione vegana qualcosa che abbraccia tutti gli aspetti della vita.

“Ho trovato un altro lato meraviglioso dell’attivismo, ho visto che era qualcosa che si avvicinava sempre più al mio modo di essere. Negli anni ho partecipato a diverse attività e mobilitazioni, assemblee, e prendendo spunto dal lavoro di Naomi Klein, “Una rivoluzione ci salverà” ho iniziato a vedere tutto diversamente. Si parla della connessione tra le lotte, di quanto il capitalismo sia una rappresentazione dell’atteggiamento predatorio dell’uomo verso l’ambiente e quindi diventa la causa di una situazione globale di povertà (d’animo soprattutto); da qui anche gli eventi climatici impazziti. E’ tutto connesso. Scegliere di alimentarsi in modo consapevole e cosciente è un piccolo aiuto che ognuno di noi dà alla società”.

Loredana, lei è nata e cresciuta in Sicilia ma vive a Roma. Ogni tanto torna per rilassarsi nella nostra Isola?

“In Sicilia ho la mia famiglia. Sono originaria di Giarratana, trascorro spesso le vacanze anche lì. Cerco di stare più vicina ai miei quando posso. Sono partita da un paese molto piccolo, con un grande sogno: fare l’attrice. Sarei andata comunque via dalla mia città e da qualsiasi posto che non mi avrebbe permesso di fare quello che faccio oggi. A Roma si poteva realizzare quel sogno. E sono partita appena ho potuto. Non riuscivo più a stare bene li.

Adesso, invece, non vede l’ora di tornare.

“Rientrare in Sicilia è il modo per riappropriarsi di profumi della mia campagna. Giarratana mi ha dato la fortuna di crescere in libertà, di andare in giro con gli amici, di vivere la natura. Dentro mi sono rimasti colori e profumi. La scorsa estate ho ritrovato una bici vecchissima, l’ho rimessa a punto e la mattina ero solita fare una passeggiata in giro nel bosco di Calaforno,  cercavo e trovavo il silenzio, meditavo e mi godevo la Sicilia che amo di più”.

Il suo paesino è diventato famoso per le imprese della pallavolo femminile, una scalata che negli Anni Ottanta e Novanta dai tornei provinciali ha portato l’intera cittadina in Serie A1.

“Ho giocato nell’Aurora, ho cominciato tardi rispetto alle altre. Ma intuivo che quel tipo di sport mi avrebbe fatto bene. Mi ha aiutato a uscire fuori dal guscio e a formarmi. L’allenatore Franco Ansaldi mi diceva sempre in partita: – Chi si ferma è perduto. E questa frase me la sono ritrovata nella vita quotidiana”.

Il film “Non è vero che ci credo”, uscito da qualche giorno, parla di  scelte consapevoli, come fatto apposta per Lei.

“Si infatti. Non è vero che ci credo, racconta la storia di due amici che non ne combinano una giusta in fatto di affari. Le mogli danno loro un ultimatum e i protagonisti pensano che aprire un ristorante vegetariano sia il colpaccio del secolo. Ma qualcosa non funziona, e per attirare un critico gastronomico famoso pensano bene di proporre nuovamente la carne.
In realtà si scoprirà che quello è cibo vegetale. E’ una tragicommedia che fa riflettere, basata sui doppi sensi e sull’equivoco. Ma che allo stesso tempo vuole far riflettere attraverso la comicità”.

Ed ecco che entra lei in scena, quale il suo ruolo?

“Un ruolo che non è stato difficile interpretare, visto che interpreto un’animalista attivista. Entro in scena contro i due ristoratori, contro l’utilizzo di prodotti animali, contro lo sfruttamento e l’uccisione,  ma poi mi rendo conto che è tutto un trucco per attrarre clienti.

 Il suo rapporto a tavola con il suo essere vegano?

“A tavola mi è capitato di tutto, bensì abbia un approccio morbido e flessibile. A cena quando si parla di veg o c’è scetticismo o sarcasmo. Di fronte alle battute più stupide, con tanta rassegnazione nel cuore, respiro e non mi faccio travolgere dalle banalità. Ironizzo ma lascio spunti per riflettere. Poi, ci sono persone che non conosco l’argomento e in buona fede non credono alla scelta del veganismo, sia da un punto di vista alimentare sia da un punto di vista etico. A qualcuno magari interessa, e molti sono curiosi. Il mio motto è  “Mai attaccare”, perché rispondere in modo aggressivo non fa bene alle persone nè soprattutto agli animali“.

Il concetto di confronto e non di litigio non è comune a tutti.

“Per quanto riguarda la parola vegan, devo dire che ancora oggi molti non la tollerano perchè a volte c’è troppo fanatismo. La rabbia e l’intolleranza non sono coerenti con i principi della scelta e della filosofia vegan. Non ci si può erigere ad esseri superiori, ma bensì agire secondo i propri bisogni e cercare di spiegare le ragioni di questa scelta. Solo cosi si può fare tanto. Il movimento sta crescendo ma bisogna capire che distinguere la scelta consapevole e coerente dalla moda del momento

A Catania la scelta gastronomica è sempre più varia.

“Catania è una delle città con più alternative all’avanguardia di tutto il meridione e credo che sia la citta più vegan della Sicilia. Pronta ai cambiamenti e forte della tradizione. Anche Ragusa in questo senso è molto aperta, ci sono diversi ristoranti vegani o che si sono adeguati ad un’offerta veg non triste come alcuni fanno. E’ stata una bella scoperta, soprattutto perché la ricerca non è stata ardua.

Nelle ricerche di locali ed eventi consulta il nostro sito, ci dice cosa ne pensa e quando ci viene a trovare?

“Veg Sicilia, mi piace molto. Mi piace la varietà delle proposte del sito e di chi lo dirige. Mi sono disintossicata da zuccheri e da ingredienti pesanti, devo guardare le ricette. Ho letto diverse  interviste ai personaggi siciliani e non, le vostre proposte di locali e aziende del territorio (bellissima idea). Quando tornerò lo consulterò nuovamente per sapere dove andare in Sicilia. Quella che proponete è una mappa utile e necessaria per andare a colpo sicuro e per scoprire nuove realtà soprattutto di produttori e aziende”.

Giovanni Finocchiaro

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