Marilù Mengoni “La Psicoalimentazione connette tutte le nostre parti e le nutre”

Le relazioni tra mente, corpo e spirito determinano la nostra salute

Psicoalimentazione
Nutrirsi bene non basta. Bisogna alimentare la mente con equilibrio e consapevolezza, senza trascurare il sonno. Tutto ciò sembra scontato ma non è cosi. E’ necessario approfondire e sviluppare i concetti nella maniera adeguata. La dott.ssa Marilù Mengoni, due lauree (Biologia e Psicologia) è consigliere dell’associazione medica italiana Kousmine, docente alla scuola di naturopatia di Padova.Nel 2006 ha ideato e registrato il metodo chiamato ” Psicoalimentazione ®”.

Nel corso del festival sulla sostenibilità di Enna, la dott.ssa Mengoni ha tenuto più di un incontro sulla correlazione tra psiche alimentazione e salute. Tutti interessantissimi e nasce da qui, il rapporto di amicizia con Veg Sicilia.

Dott.ssa Mengoni, proviamo a sintetizzare il concetto di Psicoalimentazione ®, sviluppato grazie alla sua esperienza di vita e agli studi sostenuti e che ha divulgato al suo pubblico.
“La Psicoalimentazione ® connette tutte le nostre parti e le nutre. Il corpo non basta, un’altra parte di noi deve essere necessariamente alimentata, ossia la parte spirituale ed emozionale. Bisogna sviluppare nel tempo una consapevolezza che ci aiuti a nutrirla. L’Io è anche fatto di relazioni e bisogna imparare a gestirle bene. L’essere umano non può essere isolato, ne morirebbe. Ha necessariamente bisogno degli altri. In questo percorso di consapevolezza, intanto, bisogna imparare a relazionarsi  con gli elementi più vicini”.

Lei, dottoressa, parte anche dal principio che bisogna responsabilizzarsi nei confronti della Terra. Ci spiega in che senso?
“C’è un’altra parte di noi che bisogna nutrire, quella altruistica. Dobbiamo ricordarci incessantemente che siamo parte integrante della Terra, per cui dobbiamo responsabilizzarci nei confronti di questa. Si lavora osservando tutte le quattro dimensioni, senza tralasciarne una, così si raggiungono i livelli più alti della coscienza”. Psicoalimentazione

La correlazione tra cibo e umore è un aspetto interessante. Ci spiega in che modo tutto è correlato.

“Quello che noi sappiamo va un po’ contro le cose che si dicono adesso. Quando siamo giù cerchiamo alcuni alimenti particolari, tipo il cioccolato. Questo potrebbe essere vero ma è vero anche l’opposto.  Noi siamo giù perché abbiamo mangiato delle cose, perché la correlazione tra cibo e umore che va nei due sensi. Ci sono alcuni cibi, come il sopracitato cioccolato e tutti gli alimenti raffinati, che noi scegliamo quando abbiamo alcune voglie.
Questi alimenti una volta ingeriti causano un aumento sull’indice glicemico. Quando noi mangiamo qualcosa che non sia raffinata o zuccherata, la glicemia nel sangue aumenta in modo graduale e questo dà il tempo all’insulina di agire molto lentamente in modo naturale, secondo il ciclo fisiologico.

Quando invece mangiamo dei cibi che hanno un indice glicemico molto alto, ossia cariche di zucchero, dentro il nostro corpo si ha il cosiddetto “picco glicemico”. E quindi nel nostro corpo è come se fosse scoppiato un incendio e di conseguenza l’insulina (una chiave che apre le porte delle cellule per fare entrare il glucosio dove serve) viene secreta in modo elevato e cospicuo e butta giù velocemente la glicemia, come se dovesse spegnere l’incendio.

In questo caso la glicemia va più giù di quello che dovrebbe, quindi si crea una ipoglicemia reattiva perché ho mangiato, sembra un paradosso ma è così. Pertanto, quando siamo in uno stato di ipoglicemia abbiamo bisogno di mangiare nuovamente, in questa condizione ci troviamo in uno stato ansioso, depressivo, diventiamo irritabili e non ci rendiamo conto che questa condizione è correlata a quello che abbiamo mangiato.Psicoalimentazione

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Psicoalimentazione

Da recenti studi si evince una forte connessione tra la salute del nostro intestino con la salute psichica, e molti stati depressivi sono correlati ad una non salute del nostro intestino, che è il secondo cervello, come ormai tutti sappiamo. Il nostro microbiota è fatto da circa 1,5 kg di batteri, funghi, virus etc. e quelli del nostro intestino sono in equilibrio precario e delicato.

Se nel nostro intestino dovesse proliferare la candida, possiamo notare che questo sarà correlato da uno smodato bisogno di dolci, che tuttavia non è bisogno effettivo. E’ la candida che ci porta a desiderare questi zuccheri, ci pilota verso il suo nutrimento, perché lei deve nutrirsi e quindi ci spinge verso quel bisogno.

Le correlazioni tra cibo e umore sono molto evidenti e tantissime. Un’altra evidenza importante riguarda gli omega 3 che sono implicati, appunto,  nel miglioramento del tono dell’umore, ne è esempio l’olio di lino, che contiene una grande quantità di omega 3 e 6 e l’assunzione può migliorare gli stati depressivi”.

In che modo ha deciso di alimentarsi in modo totalmente vegetale?

“Il mio primo cambiamento è avvenuto dopo i 35-36 anni. Prima mi nutrivo in modo onnivoro. Un bel giorno, vicino casa mia, sull’Argentario, ho conosciuto la dott.ssa Nina Courson, un’americana che abitava lì vicino e che ha assistito per anni gratuitamente migliaia di persone con grande generosità, dedizione e amore.

L’ho incontrata per caso e subito abbiamo legato molto. In seguito a questo incontro ho cambiato alimentazione. Sono passata al metodo Kousmine che ti dice: Smetti di mangiare cibo “morto” che nel tempo ci sottrae energia e nutrienti dal corpo. Fate caso ad una cosa, la farina dopo otto giorni perde le sue sostanze nutritive, diventa appunto morta”.

Lei nel docufilm Food Relovution, in cui viene intervistata come uno dei massimi referenti nazionali, afferma che: “Stiamo diventando degli obesi denutriti”. Ci spiega in che modo.
“Questo ahimè è lo specchio della società di oggi. Anche per chi sceglie un’alimentazione vegana ma che improvvisa o sostituisce il cibo spazzatura. Il mio primo passo verso cambiamento di alimentazione è stato quello di introdurre cibo “vivo”. La Kousmine sostiene la colazione da re, il pranzo da principe, e la cena da povero. Undici anni fa ho tolto la carne e via via senza nessuno sforzo ho eliminato il resto.
Quando si fa questa scelta non si improvvisa ed è fondamentale seguire delle regole di buonsenso con equilibrio e moderazione. È necessario variare il più possibile, in natura c’è una varietà elevata di cereali e alimenti freschi che si può davvero cambiare senza sforzi, seguendo comunque una logica”.

Nell’ultima sua opera letteraria, “50 sfumature di Budwig” si legge appunto della possibilità di alternare l’alimentazione, usando questa famosa crema,  parte della dieta, che prende il nome dalla farmacista tedesca.

“50 possibilità di fare una crema con diverse soluzioni. Prendo spunto dalla dottoressa Budwig, la quale si era accorta che miscelando acidi grassi polinsaturi con una proteina solforata si otteneva il massimo assorbimento di vitamina F. Questa vitamina e’ presente nell’olio di lino,  che presenta il miglior rapporto tra omega 3 e omega 6. Una soluzione che consiglio a tutti di provare. Fornisce sazietà ed ha un valore nutritivo elevato”.

Un altro argomento di cui lei spesso parla nei convegni che presiede o tratta nei libri, riguarda il sonno. L’importanza di dormire a lungo e bene viene spesso sottovalutata. Ci spieghi perché.
“Dovremmo dormire 7-9 ore a notte, tutte le notti. Ci sono molti studi sul sonno: chi prende il caffè deve ricordarsi che il tempo di dimezzamento della dose del caffè varia dalle 5 alle 7 ore. Significa che se prendo il caffè alle 4 del pomeriggio so che la dose si dimezzerà dalle 9 di sera circa fino alle 11. Questo potrebbe dunque inficiare la possibilità di prendere sonno impedendo un sonno regolare. Cosa che  durante la notte è importante perchè ci si ricarica.

Durante il giorno, l’adenosina cresce e prende posto nei nostri neuroni: quando sono tutti “pieni” dobbiamo dormire. Uno dei nemici dell’adenosina è appunto la caffeina (contenuta nel caffè, tè e cioccolato). Se l’assumiamo in tarda serata non possiamo prendere sonno. Bisogna abituarsi a dormire al buio, evitando le luci bianche o soffuse che siano. Se non riposiamo perdiamo molta memoria; di notte certe fasi del sonno servono a ricaricare appunto la nostra memoria.

Dormire bene serve ad evitare gli stati emotivi tipici dei bambini. La conseguenza è che non riusciamo a controllare i freni inibitori. Si perde l’equilibrio. Diminuire soltanto di un’ora il sonno nel tempo influisce sulla salute”.

Il suo incontro con Veg Sicilia è stato al centro della nostra isola.
“Ho conosciuto la presidente Luce Pennisi a Enna ed è stata subito condivisione di idee e principi. Ho notato grande entusiasmo per Veg Sicilia, e sicuramente tornerò per un corso “Le chiavi del benessere” ideato con la dr.ssa Michela De Petris, medico chirurgo di Milano e con la dr.ssa Sabina Bietolini, biologa nutrizionista di Roma.
Vogliamo approdare a Catania con Veg Sicilia, con un programma di cinque / sei ore per spiegare come migliorare lo stato di salute fisico e psichico, come raggiungere e mantenere il peso forma, affrontare i cambiamenti importanti, migliorare la qualità del sonno. Ed infine sveleremo i sette segreti della scienza grazie ai quali è possibile ottenere positività e salute. Non vedo l’ora di tornare nella vostra amata Terra”.

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Giovanni Finocchiaro

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