Veg Sicilia incontra Andrea Abazari e la sua Cucina Carpotecnica

Replicare i piatti di diverse tradizioni culinarie con la frutta è più semplice di quanto sembri.

Un conto è portare avanti una tesi su linee teoriche, un altro è diventare la prova vivente di una scelta consapevole ed efficace come il fruttarismo, ovvero l’alimentazione basata esclusivamente su frutta e derivati naturali.

Veg Sicilia ha incontrato Andrea Abazari prima dell’evento in programma sabato 6 ottobre (dalle 17,30 in poi) nella sede condivisa con Etnafood Academy di piazza Ogninella a Catania.

Andrea lei è un dentista. Ha collaborato con professionisti di livello dopo essersi costruito una carriera eccellente grazie ad applicazione e studio. La svolta nel 2011: diventa uno degli esponenti più in vista del fruttarismo.

“Avevo l’esigenza di dare una svolta al mio regime alimentare. Ho studiato parecchio, ho sperimentato su di me gli effetti del fruttarismo, ho fatto le dirette social durante il digiuno”.

Ha provato di tutto…

“In effetti sì: digiuno normale, senza acqua e cibo, ho spiegato le mie sensazioni e come funziona il corpo durante le varie fasi. La gente ha visto che non ero un teorico, ma un medico che sperimentava sulla sua stessa persona”.

Ha abbandonato la sua professione?

“No, continuo a esercitarla. Mio padre mi ha ascoltato, continuo a lavorare e, devo essere sincero, il titolo professionale consente di pormi in un certo modo di fronte alla gente, perchè possa ascoltare e valutare”.

Perchè si sceglie l’alimentazione esclusivamente fruttariana?

“L’essere umano nasce fruttariano, ma non lo sa. Non ha i denti affilati per mangiare carne, i semi nascono sotto terra e non sono fatti per finire nello stomaco. Fateci caso: anche a spiga di grano in bocca è disgustosa, alcuni la mangiano sotto forma di farine, ma è un cibo che deve essere modificato per diventare gradevole. La frutta, invece, non si modifica, la mangi così com’è. Ha un gusto – specie in Sicilia – naturale, il più naturale in assoluto. Non devi metterci sale, pepe e condimenti”.

Immaginiamo il livello di diffidenza che deve affrontare ogni giorno.

“C’è diffidenza, ma poi spiego i vari passaggi per diventare fruttariani. E non è la fine del mondo”.

Approfondiamo.

“Siamo idratati dalla frutta stessa, sembriamo alieni, perchè non beviamo ma ci basta l’acqua della frutta. Gli effetti sono visibili e i benefici anche: scompaiono i dolori, la pelle ne trae beneficio. Anche l’umore. Torniamo allo stato naturale. La frutta è molto nutriente specie se cruda. Chi è dipendente da glutine e farine, ha un picco glicemico e diventa dipendente. Infatti anche chi convive con un peso che va oltre il normale ha sempre bisogno di alimentarsi così. Alzarsi la mattina affamati al massimo è sintomo di un’astinenza e servono rimedi. Il fruttarismo lo è”.

La carpotecnìa si sta diffondendo rapidamente: ne parliamo?

“Si tratta di una cosa più semplice di quello che si possa credere: è la tecnica di lavorazione dei frutti (karpòs deriva dal greco frutto) con cui replicare i piatti di diverse tradizioni culinarie in una versione salutista e al cento per cento gluten free”.

Infatti i primi riconoscimenti sono anche arrivati.

“Abbiamo presentato una pasta di platano senza legumi e cereali, ma con tutte le componenti a base di frutta, specie di banana. Un prodotto adatto a celiaci e vegani. Abbiamo avviato il commercio in Italia e in Russia. Apriremo due pastifici provvisti di certificazioni. Nelle sedi durante la lavorazione non ci saranno contaminazioni”.

L’esperienza che l’ha portata in Thailandia a realizzare un Eco villaggio sembra la scena di un film o meglio ancora un sogno irrealizzabile per chi vuole fuggire dallo stress quotidiano: ma è tutto vero.

“Sì, è un progetto reale. Abbiamo sette mesi per comprare il terreno e realizzare un villaggio aperto ai veg italiani e del mondo. L’idea è, appunto, quella di costruire il primo eco villaggio al mondo, per vegani e fruttariani con finalità anche turistiche, ma soprattutto depurative. Le occasioni sono svariate: si sta insieme e ci si scambia informazioni ed esperienze; chi vuole abitare nel villaggio può farlo ma deve essere animalista e cibarsi con i nostri i prodotti a km zero in un paradiso tropicale. Più in avanti realizzeremo video sul posto per fornire maggiori informazioni possibili”.

Ma è vero che lo stesso progetto potrebbe allargarsi alla Sicilia?

“La vostra è una terra meravigliosa. Ho visitato molti posti, tra qualche giorno grazie a Veg Sicilia con cui sto realizzando questo evento, sarò tra Taormina e Catania. Le idee sono molte, servono tempo e programmazione per portarle avanti”.

Come nasce il rapporto con Veg Sicilia?

“Ho conosciuto l’associazione qualche tempo fa e adesso abbiamo deciso di preparare l’evento di sabato 6 ottobre. Sarà una giornata interessante. Ho anche sfogliato le pagine del vostro portale che opera in un territorio che sta sviluppando un’esperienza davvero interessante. La cucina fruttariana? Non potete immaginare i piatti che si possono realizzare. Qualcuno crede che sia limitante ed ecco che è nato l’evento catanese di sabato 6 ottobre. Speriamo di soddisfare la curiosità dei curiosi”.

In quanto tempo si può diventare fruttariani?

“A un vegano bastano un paio di mesi, a un onnivoro serve più tempo”.

Giovanni Finocchiaro

Corso e Cena Crudista

 

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