Serre al posto dei mattatoi e degli allevamenti intensivi: è tempo!

Un'altra tecnica praticabile per produrre frutta e verdura in condizioni non favorevoli.

Una delle giustificazioni più diffuse per il consumo di animali, che sentiamo dalla maggioranza, è quella della “carne etica”.  Il bestiame può essere pascolato in aree in cui le produzioni vegetali non possono essere coltivate, nelle cosiddette “terre marginali”.

Una giustificazione infelice per lo sfruttamento e l’uccisione di animali. Ci sono diverse obiezioni alle “terre marginali” : in molti di questi paesaggi prosperano alberi da frutto autoctoni. Inoltre nelle regioni più fredde, alcune tecniche specializzate per le colture, che hanno bisogno di clima freddo, possono produrre raccolti abbondanti.

 

Serre invece di mattatoi
Un’altra tecnica praticabile per produrre frutta e verdura in condizioni non favorevoli.

Le innovazioni tecnologiche delle serre stanno rendendo sempre più possibile coltivare alimenti vegetali in modo sostenibile ed abbondante in zone in cui non crescevano affatto. Tra queste, Antartide, Islanda, Olanda e Las Vegas, per citarne solo alcuni. E l’agricoltura in serra può essere realizzata usando solo una parte della terra, dell’acqua, dell’energia e di altre risorse utilizzate dagli allevamenti animali.

Sebbene attualmente non tutti i produttori di serre optino per le tecniche di coltivazione più “verdi”, molti lo fanno e le aziende agricole, che scelgono fonti di energia rinnovabile sono in aumento.

 

Prendi l’Olanda, un paese  “privo di quasi tutte le risorse a lungo ritenute necessarie per l’agricoltura su larga scala”. Eppure è il secondo esportatore mondiale di cibo misurato per valore. E ricca di aziende agricole in serra che coltivano una grande varietà di verdure. Gli olandesi sono leader mondiali nelle esportazioni di pomodoro, e anche di patate e cipolle.

Ma possono farlo in modo sostenibile? Si attraverso le energie rinnovabili: sole, vento, persino vulcani.
Nel 2000, gli olandesi hanno adottato lo slogan “Due volte più di cibo utilizzando la metà delle risorse“.

L’Islanda è un altro paese che sta facendo grandi progressi nella produzione di alimenti, mediante le serre, sfruttando l’energia geotermica. Stanno sfruttando il calore proveniente dai tanti vulcani dello stato per coltivare in modo sostenibile frutta e verdura tutto l’anno. Ricordiamo che si tratta di zone in cui i mesi sono dominati dall’oscurità e da temperature sotto lo zero. Pomodori, cetrioli e paprika tra i prodotti più coltivati.

L’acqua naturalmente calda viene utilizzata per riscaldare le serre, ma diventa anche una fonte di energia per le luci artificiali. Questo aiuta gli agricoltori a coltivare i loro raccolti anche in inverno, quando l’isola vede a malapena tre ore la luce del sole. ”

 

Ridefinire il cibo locale
Negli Stati Uniti, l’agricoltura in serra sta dando un nuovo volto alla nozione di “cibo locale e sostenibile“. Poche miglia percorse tra gli impianti di produzione e i ristoranti e negozi di alimentari che offrono i prodotti delle aziende agricole. Dando priorità all’energia solare ed eolica, queste aziende agricole non solo possono ridurre drasticamente le miglia di navigazione e l’uso di combustibili fossili, ma anche l’uso dell’acqua, attraverso sistemi di ricircolo (che eliminano anche l’inquinamento da deflusso agricolo).

 

Poi, ovviamente, c’è la terra.L’allevamento animale attualmente utilizza circa l’83% dei terreni agricoli globali, ma fornisce solo il 18% del nostro fabbisogno. In uno studio dell’Università di Oxford del 2018, l’Analisi più completa fino ad oggi realizza sull’impatto ambientale dell’agricoltura, i ricercatori hanno concluso che se la produzione di carne e latticini venisse sostituita con l’agricoltura esclusivamente vegetale, l’uso globale dei terreni agricoli potrebbe essere ridotto di oltre il 75% e continuare ad alimentare il mondo. Sfamarlo di più!

L’agricoltura in serra (con le innovazioni tecnologiche che le rendono più sostenibili) moltiplica queste efficienze intrinseche. Nessuno sta suggerendo che questo tipo di agricoltura sia il modo migliore o unico per coltivare il cibo.
Sicuramente è il modo migliore per utilizzare il terreno, anzichè sfruttarlo con gli allevamenti intensivi.
L’agricoltura in serra sta diventando sicuramente una strada significativa nella produzione alimentare locale e sostenibile. Ciò sta aprendo la strada a tecnologie di produzione che rispettano in molti casi maggiormente l’ambiente.

 

Ma le serre sono naturali?
Per chiunque sostenga che l’agricoltura in serra non è “naturale“, non tiene in considerazione che gli animali da allevamento non sono di certo cosi “naturali. Non è naturale nemmeno chi li addomestica. Cosa c’è di “naturale” nell’allevare con la forza miliardi di animali? Tenendoli in prigionia, riducendo la loro esistenza, sfruttandoli per ottenere la loro carne, il latte materno e le ovulazioni, la loro pelle.
Nessuna di queste cose è necessaria per sopravvivere!

L’allevamento degli animali, come il resto dell’agricoltura, è un sistema di produzione alimentare inventato dall’uomo. L’agricoltura in serra è anche un sistema di produzione inventato dall’uomo, ma non dipende dallo sfruttamento sistematico e dall’uccisione di esseri senzienti. Molti degli scenari utilizzati per giustificare lo sfruttamento degli animali per il cibo, non riflettono una valutazione equa di tutti i metodi e gli esempi di produzione di alimenti privi di animali a nostra disposizione.

Oggi possiamo prendere spunto da tradizioni culturali di lunga data la cui cucina è principalmente a base vegetale (come quella mediterranea), da tecnologie innovative che stanno introducendo un modo innegabilmente più gentile, più giusto e sostenibile di alimentarsi.

Da It’s Time to Replace Slaughterhouses With Greenhouses By Ashley Capps

Luce Pennisi

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